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Vuoto al centro

Sarà riempito? Come e da chi? Con o senza Berlusconi? Riflessioni sull’attuale situazione politica italiana e i suoi possibili sviluppi

20 Aprile 2019 alle 06:00

Vuoto al centro

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

Massimiliano Panarari è un brillante scrittore e divulgatore, docente di Marketing politico alla Luiss School of Government. Qualche giorno fa ha scritto un pezzo piuttosto intrigante (“Quel vuoto da riempire al centro”) sull’attuale situazione politica italiana e i suoi possibili sviluppi. Ne riporto alcuni passaggi, con l’augurio di una santa Pasqua di riflessione. “Ambedue i partiti neopopulisti puntano a un modello riveduto e politicamente (s)corretto, ma la Lega attualmente è troppo intrisa di messaggi e suggestioni di destra radicale e il M5s presenta un’anima antisistema troppo consistente. E, dunque, c’è un vuoto al centro (…). Perché, nonostante l’esecutivo legastellato, non è affatto archiviata l’idea che l’Italia si governi sostanzialmente dal centro, guardando a destra e talvolta a sinistra (…). In questa nostra nazione fondamentalmente di centrodestra c’è sempre spazio per una sorta di ‘Dc 2.0’ e postmodernizzata”. E dunque? “Grandi manovre si stanno svolgendo da tempo per dare vita a una formazione politica centrista e di sistema capace di proporsi quale forza (tranquilla) di governo. Un soggetto politico in grado di intercettare i voti moderati oggi confluiti nell’astensione, e di porsi quale interlocutore di quei ceti produttivi che rigettano il grillismo antisviluppista. C’è un lavorio intenso, che però non è riuscito finora a trovare una realizzazione né un leader”. Questo “vuoto al centro” sarà riempito? Come e da chi? Con o senza Berlusconi? Stay tuned.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    20 Aprile 2019 - 20:08

    Il Centro è un bersaglio e non un punto geometrico di equidistanza e tantomeno un punto tra metaposizioni su una linea oscillante destra-sinistra: esso si autodefinisce con il programma che è centro se un partito o gruppo di essi (in base alle leggi elettive) ottiene la maggioranza per governare; in altri termini farà "centro" chi avrà puntato e governato in base al programma che ha vinto le elezioni: esempio le ultime elezioni, il centro l'ha fatto il centrodestra (coalizione vincente) e adesso siamo governati da una coalizione che ha un programma a) non presentato prima delle elezioni e di conseguenza b) che è frutto di compromessi (Il Contratto) che non fanno "sistema" e quindi output divergenti.

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  • Giovanni Attinà

    20 Aprile 2019 - 16:04

    Che in Italia manchi un partito di centro moderato non ci sono dubbi. Solo che nessuno si muove in una situazione politica confusa, dove la coerenza politica è piuttosto latitante, con la scusa del tramonto delle ideologie. In realtà idee e programmi seri possono riportare alle urne milioni di italiani che , da tempo, non vanno a votare.

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  • valentinab

    20 Aprile 2019 - 09:09

    Se Calenda, come spero, facesse un partito di centro vedrà dove finirebbero molti voti... la Lega avrà pure oltre il 30% dei consensi ma molti di questo sono di persone, senza offesa, che non sanno neanche cosa fanno, i voti degli italiani ignoranti e che spesso sono quelli a cui poi dobbiamo fare assistenza. Invece di farli crescere, parlando da politico serio, Salvini parla al loro egoismo e alla loro pancia ed il gioco è fatto. Prima o poi queste persone, diciamo delle periferie, vorranno qualcosa in cambio come lui ha promesso... la pensione , l assistenza ecc. Altra domanda: Io sono di Prato, non mi risulta che Salvini abbia rimpatriato un solo cinese irregolare, e sono tanti... ma di questo non si parla perché non fa propaganda.

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  • manfredik

    20 Aprile 2019 - 06:06

    Presidente, lasci perdere il Cavaliere, per rispetto all'età e al suo stato di salute. Il centro che serve è un po' di "balance of power" verso il Ministro dell'Interno. Bene i porti bloccati, male le sparate contro l'Euro. Bene l'attenzione alla sicurezza, male le liti con i nostri principali clienti (Germania, Francia). Bene un certo decisionismo, male pestare i piedi ai militari. Bene propugnare una politica internazionale autonoma, male cercare di farlo senza una forza politica e militare adeguata...e così via. In sintesi, meno fanfaronate, tweet e post, e più politica vera di buon livello. L'avversario non sono i centri sociali, che non contano una beata fava, e i veri "amici" sono le imprese e i lavoratori autonomi o dipendenti, al nord e al sud, tutti quelli che hanno molto da perdere se affondiamo nella melma di questo governo (e che non hanno tutta la giornata libera per stare sui social). Ma se l'On.Min.Int. continua a prenderli a pesciate in faccia...

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