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di Antonio Gurrado

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Mai incitare gli obesi alla dieta: è discriminazione!

Lo dicono gli esperti dell'University College London. E i medici che invitano i pazienti a mangiare meno stanno solo facendo body shaming
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10 AUG 22
Immagine di Mai incitare gli obesi alla dieta: è discriminazione!
Finché lo dice Ricky Gervais (nello spettacolo “SuperNature” su Netflix) sembra una battuta, ma quando lo ripetono gli esperti dell’University College London la faccenda si fa seria: ci sono medici che discriminano i propri pazienti obesi dicendo loro che sono obesi. È un particolare tipo di body shaming che va sotto la specifica dicitura di weight shaming e consiste, oltre a chiamare “pazienti obesi” coloro che dovrebbero essere “persone affette da obesità”, nel dir loro che, se mangiassero meno e facessero più attività fisica, potrebbero stare un po’ meglio.
Quest’approccio, secondo gli esperti di UCL, mortifica i pazienti obesi, pardon, le persone affette da obesità, implicando che sia colpa loro. Invece, argomentano gli esperti, la colpa è dell’odierna società occidentale, un contesto obesogenico che favorisce cattiva alimentazione e vita sedentaria. Pare infatti che, a sentirsi dire che devono mettersi a dieta e darsi una mossa, i paz – aridagli, le persone affette da obesità provino rabbia, depressione e frustrazione. Immagino invece che sarebbero contentissime se il medico dicesse loro: “Guardi, non c’è niente da fare: è nato nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

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