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di Antonio Gurrado

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Bandiera Bianca

Santissima evoluzione

Interessanti sviluppi sulla questione del rapporto fra scienza e fede
di
29 MAR 22
Immagine di Santissima evoluzione
Interessanti benché sottostimati sviluppi giungono da oltremanica riguardo alla vexata quaestio del rapporto fra scienza e fede. Robin Dunbar, professore di Psicologia evoluzionista a Oxford, mica pizza e fichi, argomenta quanto segue: le persone religiose hanno un maggior senso della comunità rispetto agli atei, quindi si deprimono di meno e si rendono più utili, risultando più funzionali alla preservazione della società umana.
Inoltre le persone religiose sono più felici, conservano miglior salute e vivono più a lungo. “Le pratiche religiose”, continua Dunbar, “rendono gli individui più fit”, nel senso darwiniano del termine, ed è a causa di questa adattabilità che le religioni esistono da millenni e probabilmente prolifereranno per sempre.
Si ingenera così un cortocircuito niente male: se uno è ateo e crede alla scienza, a questo punto deve ammettere che gli conviene essere religioso, altrimenti è un misfit; se invece uno è religioso, magari un po’ ottuso come certi creazionisti americani, deve ammettere che la sua sopravvivenza è dettata e garantita proprio dai principii darwiniani che rinnega.
C’è da presumere dunque che, a seguito di questa teoria, si verificherà un periodo di dibattiti piuttosto confusi; fino al momento sublime in cui l’ateo si estinguerà come il dodo e il darwinismo verrà utilizzato come dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio.

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