I consigli del governo sul porno possono fare più male del porno

Antonio Gurrado

In Nuova Zelanda chi teme che i figli guardino video vietati, può accedere a una pagina web istituzionale e chiedere come comportarsi. Ottima idea: produrrà traumi peggiori su cui concentrarsi

Sue e Derek sono due attori – lei formosa e tonica, lui aitante e palestrato – che si presentano nudi alla porta di una signora inconsapevole per annunciarle che suo figlio, benché ragazzino, ha guardato un loro video hard su internet. La madre resta sconvolta, il ragazzino vuole morire, mentre Sue e Derek non battono ciglio, anzi salutano il ragazzino con aria complice, dopo aver spiegato che loro quelle cose mica le fanno così nella vita reale, è tutta finzione. Purtroppo però è finzione anche la loro visita: Sue e Derek non esistono veramente, sono due figuranti che partecipano al video promozionale di una campagna del governo neozelandese per insegnare ai genitori come approcciarsi a quest’inedito dato di fatto: non ci crederete, ma ai minorenni piace guardare zozzerie

 

 

Poiché dunque Sue e Derek non esistono, poiché dunque è finzione non solo la pornografia ma anche l’apparizione miracolosa di attori porno alla soglia in abito da lavoro, che dicono a tua madre di non allarmarsi ma parlarne con calma e senza pregiudizi, la campagna propone la soluzione definitiva: chi teme che i figli minorenni guardino video vietati, può accedere a una pagina specifica del sito del governo neozelandese, chiedere consiglio su come comportarsi e ricevere indicazioni su come monitorarli. Non solo; sono disponibili anche suggerimenti su come iniziare la conversazione sull’argomento, ad esempio: “Cosa pensi di ciò che hai appena visto? Qual era il tuo personaggio preferito nella scena, e perché? In che misura la reputi realistica? Ritieni che possa contribuire a rafforzare degli stereotipi? Quali potrebbero essere maniere più efficaci di rapportarsi con gli altri in eventuali situazioni di conflitto?”. Mi sembra un’ottima idea per evitare che i ragazzini subiscano traumi dovuti alla pornografia. Se infatti un ragazzino viene sorpreso da sua madre a guardare Sue e Derek o chi per loro, e sua madre gli dice “Aspetta un attimo, adesso mi consulto col governo e poi ne parliamo”, avrà traumi molto peggiori su cui concentrarsi.

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