L'ormai celebre professore che odia gli alunni-sardine

Antonio Gurrado

"Non voglio idioti in classe", ha detto il docente, minacciando i ragazzi di rimandarli in Storia e Geografia

“Non voglio idioti in classe”, ha argomentato quel professore ormai celebre per aver minacciato su Facebook gli alunni-sardine. Vasto programma. Giustamente il ministero dell’Istruzione prenderà le debite misure contro il docente, che oltre all’evidente colpa maggiore si è gravato di un’altra: ha presunto troppo di se stesso. Infatti ha promesso agli alunni-sardine che avrebbero visto il sei col binocolo nelle sue materie, Storia e Geografia, senza considerare che con due insufficienze non si viene bocciati, tutt’al più rimandati e poi promossi a settembre, ragion per cui la sua strategia per disfarsi degli alunni-sardine non è funzionale al suo stesso obiettivo.

 

  

Inoltre i voti a fine anno vengono ratificati dal consiglio di classe, durante uno scrutinio generalmente presieduto dal dirigente scolastico, in cui si tende a smussare le difficoltà e spianare le controversie: voglio proprio vederlo il professore argomentare in questo consesso un’insufficienza messa con un motivo così turpe, per giunta dichiarato.

 

 

Infine, il professore si è giustificato con la solita manfrina di chi pubblica enormità sui social: dare la colpa allo stress, questa specie di hacker interiore che ci fa scrivere ciò che non vogliamo scrivere. Così però ha lasciato intendere che il criterio sui cui si regola nella valutazione degli alunni, sardine o meno, dipende da quanto lui è agitato o calmo: trattasi di classica zappa sui piedi. “Non voglio idioti in classe”, ha detto questo professore ormai celebre, cercando lontano da sé ciò che forse avrebbe trovato senza difficoltà molto, molto più vicino alla propria cattedra.    

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