Una scrofa ha ucciso un uomo: l'inutile tentativo umano di ammansire gli animali

Antonio Gurrado

Domenica a Corcolle, periferia di Roma, un maiale ha aggredito un cinquantenne che era entrato nella porcilaia con suo figlio

Buonasera, sono la scrofa assassina. Col mio corpo enorme ho assalito un uomo e suo figlio piccolo, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo. Inutilmente definirete insensata la mia azione, poiché la violenza degli animali non è riconducibile a nessun senso lontanamente umano; ci collochiamo rispetto a voi non come opposti ma su un piano sghembo, non comunicante neanche per contrasto. Sarà solo retorica scrivere che ho aggredito il bambino di due anni senza pietà per il padre che cercava di fargli scudo col corpo: la pietà e la tenerezza sono totalmente estranee a noi animali nonostante i vostri tentativi di proiettare su di noi sentimenti umani per fingere di ammansirci. Siamo animali, non cartoni animati. Sarete solo patetici se per me chiederete giustizia o vendetta: non ho etica, non distinguo il bene dal male, non conosco principii astratti quindi non posso essere punita o premiata in nome di nulla. Invano leggerete e rileggerete l'orribile notizia tentando di comprendermi: non potete perché sono un animale, l'incomprensibile altro.

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