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C'è un problema se Fioramonti è d'accordo con gli studenti che scioperano per il clima

Il ministro dell’istruzione ha detto che partecipare ai Fridays for Future è la lezione più importante che gli studenti possano frequentare

18 Settembre 2019 alle 17:09

C'è un problema se Fioramonti è d'accordo con gli studenti che scioperano per il clima

foto LaPresse

Sto cercando di interpretare l’asserzione del ministro dell’istruzione, secondo cui partecipare ai Fridays for Future è la lezione più importante che gli studenti possano frequentare.

 

In senso letterale, vuol dire che il ministro ha una bassa considerazione degli insegnanti, al punto da ritenere che un giorno a settimana sia meglio far sciopero che stare ad ascoltarli, se si vuole imparare qualcosa.

 

In senso allegorico, significa che l’azione è più rilevante dell’apprendimento quindi un bravo studente va valutato più sul civismo che sulle capacità e sull’impegno.

 

In senso morale, Fioramonti implica che l’istruzione (concreta, quotidiana) abbia minor valore di principii (astratti, universali) cui deve cedere il passo per manifesta inferiorità: oggi l’ambientalismo, domani chissà cosa.

 

In senso anagogico, infine, le parole del ministro indicano agli alunni che manifestare estemporaneamente per un obiettivo è più importante che ricevere sistematicamente strumenti intellettuali che consentano di spingersi oltre gli slogan, per quanto condivisibili, in nome dei quali si protesta.

 

Non so quale di queste interpretazioni sia peggiore; forse tutte e quattro.

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Commenti all'articolo

  • cesare battisti

    25 Settembre 2019 - 16:08

    Da quando, con ministro Berlinguer, è entrata la scuola dell'autonomia ed il preside è diventato un superiore gerarchico, esso viene remunerato in base a QUANTI allievi sono soto di lui, quanti isegngnanti, quante scuole, quanti Progetti attiva. Quindi il Dirigente è ostile a chi vorrebbe fare scuola seriamente educando e selezionando conseguentemente. Vuole solo trasformare la scuola in uno strumento pubblicitario del suo attivismo e della sua capacità di ... promozione: quindi viva tutte le uscite da scuola, anche le più assurde, viva tutte le lodi e il massimo dei voti, abbasso le bocciature che fanno pensare a qulche deprecabile insuccesso scolastico, viva il 6 politico. La scuola italiana è fascista/europeista.

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  • cesare battisti

    25 Settembre 2019 - 16:04

    Da quando, con ministro Berlinguer, è entrata la scuola dell'autonomia ed il preside è diventato un superiore gerarchico, esso viene remunerato in base a QUANTI allievi sono soto di lui, quanti isegngnanti, quante scuole, quanti Progetti attiva. Quindi il Dirigente è ostile a chi vorrebbe fare scuola seriamente educando e selezionando conseguentemente. Vuole solo trasformare la scuola in uno strumento pubblicitario del suo attivismo e della sua capacità di ... promozione: quindi viva tutte le uscite da scuola, anche le più assurde, viva tutte le lodi e il massimo dei voti, abbasso le bocciature che fanno pensare a qulche deprecabile insuccesso scolastico, viva il 6 politico. La scuola italiana è fascista/europeista.

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  • cesare battisti

    25 Settembre 2019 - 15:45

    Comunque l'endorsement del "ministro" non è in contraddizione con quello che la scuola, ormai, propone agli studenti. Le direttive europee condizionano, anzi determinano, tutta l'attività scolastica: andatevi a leggere le missive della Commissione Europea e confrontatele con quello che si fa a scuola. Sembra di essere in una sezione del PD! La giornata dell'antifascismo, la giornata della donna, la giornata dell'emigrato, il cartellone sulla Pace, il coro di Bella Ciao in inglese. Sembra di essere tornati alla gioventù Balilla. E se vuoi bocciare qualcuno sei un disturbato mentale. Se vuoi spiegare il Neoclassicismo sei superato.

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  • riflessivo

    25 Settembre 2019 - 14:50

    A proposito del disprezzo degli insegnanti manifestato dal ministro dell'istruzione Fioramonti che preferisce che gli studenti partecipino alle manifestazioni pubbliche piuttosto che alle lezioni a scuola. Avevo un preside, siamo negli anni novanta del secolo scorso,(sono un docente di Liceo in pensione) che costringeva, ripeto costringeva! i docenti ad accompagnare gli studenti ad assistere alle acrobazie delle Frecce tricolori piuttosto che ascoltare le lezioni. Questo preside era pienamente ed assurdamente convinto che la vera scuola fosse partecipare attivamente a tali manifestazioni da parte degli studenti. Inoltre, sfruttando il suo potere, esercitava una azione psicologica violenta contro gli insegnanti che difendevano il diritto degli studenti a seguire le lezioni. Così è stato per ben tre anni quando questo signore su sua richiesta si è fatto trasferire in una città di suo gradimento. Ciò non succedeva solo nella mia scuola e continua ancora oggi!!

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