Mammoni che amano Salvini

Antonio Gurrado

Il vicepremier incassa voti parlando all'anima e alla pancia, che come si sa per molti italiani coincidono

Psicoanalisi gastronomica dei risultati delle Europee. A Milano Rogoredo, durante la campagna elettorale, ogni santo giorno sui monitor lungo i binari un testimonial sorridente appariva di fianco allo slogan: “Mangiare italiano e bere italiano fa bene”. Quell’uomo era Matteo Salvini. Lungi dal sostenere che gli sia bastata per prendere un voto su tre, l’esortazione dietetica è tuttavia geniale propaganda: parla all’anima degli italiani, che com’è noto coincide con il ventre, e sottintende due grandi costumi nazionali. Primo, pensare alla salute; secondo, un certo qualunquismo politico per riempirsi la pancia, come da secolare motto “Franza o Spagna, pur che se magna”. Soprattutto però un leader che indica ai connazionali come devono nutrirsi – di là dall’implicare che, se mangio camembert e bevo bordeaux, poi muoio – è ideale per una nazione di adulti irrealizzati. Convincere gli italiani a non mangiare porcherie significa consentire loro di identificare lo stato in ciò da cui proprio non riescono a staccarsi: la mamma. Gli italiani hanno votato Salvini perché desiderano sentirsi protetti, coccolati, rimproverati e sculacciati.

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