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E se introducessimo un patentino civico per poter votare?

Gli studenti di un liceo di Milano ha avanzato questa proposta per reintrodurre il suffragio ristretto, vanto d’Italia da Cavour a Giolitti

17 Maggio 2019 alle 16:04

E se introducessimo un patentino civico per poter votare?

foto LaPresse

Sbaglia chi pensa che gli studenti siano tutti contrari al numero chiuso. Da un liceo di Milano giunge la proposta, da presentare al Quirinale, di un patentino civico per essere ammessi nelle cabine elettorali. Il ragionamento non è peregrino: se per guidare non basta avere diciott’anni ma bisogna dimostrare di sapere cosa si sta facendo, perché non vale lo stesso quando si vota? La proposta reintroduce di fatto il suffragio ristretto, vanto d’Italia da Cavour a Giolitti, e non escludo che possa essere stata insufflata negli adolescenti dai freschi studi di storia. Non so cosa preveda nei dettagli questo patentino: presumo l’aver letto la Costituzione e magari l’averla capita. Ridurrebbe oltremodo gli aventi diritto il chiedere, prima di consegnare la scheda, quale organo si sta procedendo a eleggere; li falcidierebbe, credo, l’aggiunta di una domanda sulla separazione fra i tre poteri dello Stato; ne causerebbe pressoché l’estinzione il subordinare la validità del voto alla risoluzione di un piccolo test di logica. Chissà magari, un giorno, questi studenti presenteranno davvero la loro proposta al Presidente della Repubblica, facendogli notare quanta fatica avrebbe risparmiato se solo fosse già invalso il patentino civico. Ci vuole tutta la sfacciataggine rivoluzionaria dei sogni giovanili per poter essere fieramente reazionari.

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    20 Maggio 2019 - 11:11

    Ottima la proposta iniziale e molto interessanti le successive. Fondamentale non dimenticare che il sovrastimato suffragio universale è solo un idolo oltre che una solenne presa per i fondelli.

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  • lucafum

    17 Maggio 2019 - 22:10

    Al punto in cui siamo, ampiamente sufficiente ammettere al voto coloro che sanno rispondere ad almeno una su due domande; una di grammatica elementare (scoglio insuperabile: il congiuntivo!) ed una di aritmetica (una moltiplicazione, o una divisione). Leggere e far di conto; due conoscenze, che i nostri ascendenti nati solo un secolo fa sapevano essere molto preziose, e non facilmente accessibili - ma che i biliosi khmer gialloverdi giudicano pericolosissime per la sopravvivnza della nazione manettara.

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  • fabriziocelliforli

    17 Maggio 2019 - 19:07

    Già, avrebbe un senso; tanto quanto l'affidare ai cittadini la creazione delle liste dei candidati. Una volta eletti, costoro dovrebbero superare adeguati tests psicoattitudinali, colloqui psicologici e test di memoria a breve e lungo termine. Il tutto corredato da esami del sangue completi, comprensivi di prove TOSSICOLOGICHE. Tutto questo, ed altro, è ciò che mi è richiesto di fare OGNI TRE ANNI A MIE SPESE per un lavoro (che non dirò) da 6€ lordi l'ora. No, perché se facciamo a gara di saputellismo psudoelitario maari perdo ma so vender cara la mia dura pelle.

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  • mmondonico

    17 Maggio 2019 - 16:04

    Basterebbe, forse, solamente richiedere di andarsi ad iscrivere alle liste, prima di ogni tornata elettorale, come negli USA.

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