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Difesa paradossale delle tatuatrici spirituali di Torino

Nas e Asl hanno fatto irruzione in un appartamento di un gruppo di sedicenti sacerdotesse di Diana e di Avalon che praticavano alle nuove adepte tatuaggi in condizioni igieniche a quanto pare incerte

29 Gennaio 2019 alle 16:28

Difesa paradossale delle tatuatrici spirituali di Torino

Foto Pixabay

Il cuore avrà le sue ragioni che la ragione non conosce però anche la ragione deve difendersi in qualche modo. Riguardo alla setta delle tatuatrici spirituali di Torino, il cuore mi dice che è stato un bene che Nas e Asl abbiano fatto irruzione nell'appartamentino in cui stava per consumarsi un rito tribale e pagano. Queste sedicenti sacerdotesse di Diana e di Avalon praticavano pubblicamente alle nuove adepte tatuaggi a sorpresa in condizioni igieniche a quanto pare incerte, con l'obiettivo di "emanare energie di amore e guarigione" percorrendo i "sentieri del sacro femminile". Pur di sospendere un'attività che puzza di turlupinatura, conclude il cuore, è bene che lo Stato abbia escogitato un qualsiasi pretesto sanitario. La ragione tuttavia insorge e mi ricorda che, in un appartamento privato, dei privati possono riunirsi e fare ciò che credono; e che, per quanto discutibili siano i tatuaggi a lume di candela, le libere assemblee hanno diritto a non essere sciolte; e che, per quanto discutibili o surreali, i culti hanno diritto a essere praticati su base volontaria senza che arrivi la polizia o l'ambulanza. Difendere oggi le tatuatrici folli di Torino, conclude la ragione, significa evitare che domani Nas e Asl irrompano nelle chiese perché l'ostia passa di mano in bocca.

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