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Il 2019 di Macron non sarà il 1789 della Francia

Il Grand Débat indetto dal presidente francese non porterà agli effetti degli Stati Generali convocati da Luigi XVI. La disintermediazione ha l’effetto di illudere la moltitudine di essere sempre rilevante, quindi mai disperata

16 Gennaio 2019 alle 16:25

Il 2019 di Macron non sarà il 1789 della Francia

Foto LaPresse

Gli anni col 9, stramaledettissimi, inducono ricorrenze iettatorie anche per la Francia in tumulto. Emmanuel Macron, un po’ per convinzione democratica un po’ per tacitare i bercianti gilet gialli, ha indetto ieri un Grand Débat per consultare online i propri compatrioti su senso e destino della nazione, senza preclusioni né censure: viene facile il confronto con gli Stati Generali che Luigi XVI convocò obtorto collo nel 1789, ignaro che avrebbero portato alla rivoluzione e che, nel giro di un migliaio di giorni, egli stesso ne sarebbe uscito ghigliottinato. Possiamo tuttavia dormire sonni tranquilli: nel 2019 non ci sarà nessuna Rivoluzione Francese e Macron, fra mille giorni, starà tutt’al più sudando per la campagna di rielezione. Infatti nel 1789 il popolo insorse perché infiammato dalla propaganda dei borghesi (giuristi, banchieri, grandi commercianti), a loro volta ammutinati nella sala della Pallacorda perché non riuscivano a trovare un compromesso coi nobili, i quali avevano costretto il Re a concedere gli Stati Generali. Di fatto, il popolo poté fare la rivoluzione solo grazie all’insistenza dei corpi intermedi, che lo separavano dal sovrano. Adesso invece i nobili sono confinati nei gossip sui rotocalchi, i borghesi (giuristi, banchieri, grandi commercianti) vengono visti con malanimo dal popolo, e Macron parla alla plebe senza corpi intermedi che lo pieghino: si rivolge agli spettatori dagli schermi, apostrofa i maleducati da un marciapiede all’altro, esulta coi tifosi allo stadio. La disintermediazione ha l’effetto di illudere la moltitudine di essere sempre rilevante, quindi mai disperata. Così si potranno convocare tutti gli Stati Generali virtuali che si vuole e la plebe potrà convincersi di essere in rivolta, coi gilet o con le ruspe o con le invettive sui social, ma, qualsiasi cosa accada, a fine giornata Macron potrà serenamente scrivere nel proprio diario le parole che Luigi XVI appuntò la sera della presa della Bastiglia: “Oggi, niente”. E avrà ragione.

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Commenti all'articolo

  • eulop

    16 Gennaio 2019 - 18:06

    E' in Francia che tempo fa qualcuno disse:" Un peuple n'a qu'un ennemi dangereux, c'est son gouvernement". Lo stesso replicò dicendo:" Il faut faire peur à ceux qui gouvernent. Il ne faut jamais faire peur au peuple". Gli errori e la sua gerarchia di "attentati" provano che la Presidenza "royaliste", a tutt'oggi, leggasi le Figaro, non ha imparato niente dalla Storia.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    16 Gennaio 2019 - 18:06

    Caro "Luigi" (non voglio abbassarla a Emanuel(le)) crede davvero di vivere nel 1789? La disintermediazione, nell'epoca in cui siamo, è iniziata circa 20 anni or sono nel reengeneering delle strutture aziendali ovvero in termini sintetici la diminuzione dei livelli tra top and down (piramide) nelle strutture gestionali e operative (orizzontalizzazione vs verticalizzazione): oltre a essere più rapida nelle comunicazione e nelle "risposte" al mercato, l'impulso di fondo fu dato dalla "tremenda" spinta cibernetica e strumentale della tecnologia (di prodotto (cosa) e di processo (come): sostituisca al "cosa" le istanze delle persone_risorse (persone-identità)nella società e le sue articolazioni; al "come" i processi legislativi (Governo) correlati alle istanze veicolate attraverso la "stessa" cibernetica. Se fa questo piccolo sforzo nel quadro globale-mondo, si troverà a "salutare" le brioscine del 1789 e entrare a familiarizzare con i codici del 2019.

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