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Certi migranti farebbero meglio a restarsene a casa propria

Gli immigrati (italiani) che non piacciono alla Svizzera. Storia di un contrappasso sovranista

3 Dicembre 2018 alle 16:32

Certi migranti farebbero meglio a restarsene a casa propria

Confine Italia/Svizzera (foto LaPresse)

Storia di un immigrato che, regolare quantunque, dopo aver valicato il confine comunitario commette un’infrazione e scopre di essere stato multato a differenza di tutti gli altri che hanno commesso la stessa infrazione, perché di nazionalità diversa. Si rivolge allora con furia alle forze dell’ordine accusando di razzismo loro e i loro connazionali, ricavandone tuttavia il licenziamento in tronco da parte del datore di lavoro. Un consigliere della Lega commenta che non si sputa nel piatto da cui si mangia e che certa gente meglio farebbe a restarsene a casa propria.

  

Si tratta, nel dettaglio, della storia di una donna lombarda che passa il confine per andare a lavorare in Svizzera e omette di utilizzare il disco orario parcheggiando a Lugano. La multano ma pare proprio che nei dintorni nessun’auto con targa svizzera recasse né disco orario né conseguente contravvenzione. La donna s’inalbera e accusa di razzismo i vigili e gli svizzeri, venendo quindi licenziata in tronco dall’azienda elvetica in cui regolarmente lavora. Il consigliere è uno della Lega dei Ticinesi, il quale dice che gli italiani devono dire grazie agli svizzeri se mettono la pagnotta in tavola e che quindi, se agli italiani la Svizzera non piace, possono restarsene a casa propria. E niente, non aggiungo altro.

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Commenti all'articolo

  • Daria

    04 Dicembre 2018 - 00:12

    Sono stata immigrata in Svizzera (langenthal, BernenKanton) per tutta la mia infanzia. Appena arrivammo in massa noi italiani meridionali, iniziarono a sparire le biciclette, le donne locali ad essere importunate per strada, ed iniziarono le risse per strada con coltelli trai calabresi. Dovettere impiantare una nuova stazione di polizia. Proprio sicuro che il problema e' che gli svizzeri sono razzisti?

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  • miozzif

    03 Dicembre 2018 - 21:09

    Forse ha ragione il signor Rossi che scrive in questo colonnino dei commenti: il razzismo non c'entra niente, è solo una questione di italiani casinisti. Anche perché sarebbe difficile per quei poveri svizzeri di teorizzare un qualche razzismo con noi: per secoli erano i miseri del profondo nord, migravano nel Belpaese per mangiare, perfino un genio come Francesco Borromini, venuto a Roma dal Canton Ticino, dovette occupare ruoli umili, scalpellino a fianco di italici architetti, salvo spazi modesti dove ricavò capolavori con ingegno. E le pasticcerie e gelaterie che in tutta Italia mostrano l'insegna di "Svizzera-Siciliana" stanno a ricordare quando gli elvetici scendevano in Sicilia come poveri migranti per imparare l'arte dei dolci e così sbarcare il lunario.

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  • niky lismo

    03 Dicembre 2018 - 19:07

    Signor Gurrado, faranno le pulci alla vicenda, su facebook la accuseranno di buonismo, le accrediteranno una militanza nell'odiata sinistra cui è probabilmente estraneo, e poi... vuoi mettere il migrante italiano (che si lava, non puzza, non piscia sulle aiuole, anche se parcheggia fuori posto) con i migranti veri?

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    03 Dicembre 2018 - 18:06

    Gurrado "il posteggiatore"? Suvvia non è da lei di importare notiziole e condircele con la "jacquerie" pardon populsovranista.

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