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Quanto sono vecchi i giovani del Pd

Il trentenne Dario Corallo, più giovane candidato alla segreteria, attacca Roberto Burioni ricorrendo a un vocabolario passé e a tutto un antiquato armamentario

19 Novembre 2018 alle 19:34

Quanto sono vecchi i giovani del Pd

Dario Corallo

Dalla polemica con Roberto Burioni ho capito quanto sono vecchi i giovani del Pd. Paragonando l'atteggiamento del partito nei confronti delle masse a quello del virologo nei confronti dei no-vax, il trentenne Dario Corallo – più giovane candidato alla segreteria – è ricorso a tutto un antiquato armamentario su cui gli ha dato manforte la sedicente corrente hipster denominata HD. Sotto gli abiti informali dello studente irsuto, Corallo rispolvera un vocabolario passé, non tanto rivolgendosi agli astanti con l'appellativo vintage di “compagni” quanto invece mostrando di prediligere parole come “bulleggiare”, “resettare”, “escludente”, “h24”: tutti neologismi facili a passare di moda come i tanti di cui sono pieni i cimiteri dei vocabolari andati. Accusando il Pd di avere umiliato il 99% degli elettori che avevano espresso dubbi sulla politica, così come i no-vax li esprimono sulla scienza, Corallo dimostra inoltre di non credere che le élite siano avanguardia; sottintende invece che il progresso non vada conseguito mandando i più capaci in avanscoperta (come fa la scienza) bensì trattando un compromesso con chi, per incompetenza od ottusità, vorrebbe che il mondo procedesse all'indietro. Rimprovera infine al Pd di aver voluto elevare la politica a “scienza assoluta”. Con questa polemica Corallo, laureato in filosofia, suggerisce una concezione della verità che sembra un cascame delle inconcludenti assemblee anni Settanta: una rivelazione che va costruita collettivamente per mezzo del confronto, sedendo in cerchio attorno a un interrogativo, anziché approcciarla in maniera sistematica per definirla con certezza, secondo l'avveniristico metodo di Aristotele. Che, da due millenni e mezzo, continua a incontrare sacche di resistenza nei passatisti del pensiero.

 

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    19 Novembre 2018 - 23:11

    In occidente si chiude il novecento, e con esso la sua struttura socioeconomica industriale. L'impiego dell'energia fossile ha espanso la tecnologia metallurgica; la I guerrra mondiale ne ha provata la capacità distruttiva; la II ha gettato le basi dell'economia moderna, ovvero il predominio di chi possiede maggiore capacità produttiva (l'URSS con i carri armati T34 e gli USA con l'industria aereonautica, nel pacifico) e risorse energetiche mobilizzabili. Il boom degli anni 50-70, mai visto prima nella storia dell'uomo, è avvenuto grazie alla strategia industriale innescata dalla guerra, che forniva prodotti in serie a basso costo, destinati ad un rapido consumo e sostitutzione (come era stato in guerra). Il sistema è ad una svolta, energetica, concettuale, tecnologica e sociale; la direzione ancora non è evidente. E' utile che il filosofo metta piede in una fabbrica ed in un servizio terzi, per formarsi un'idea. Renzi l'aveva intuito, Salvini-DiMaio si fermano alle piazze.

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  • Jack McGuire

    19 Novembre 2018 - 21:09

    Dario Corallo o Pasquale Ametrano?

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  • fiorevalter

    19 Novembre 2018 - 20:08

    un altro "filosofo" alla Fusaro ...e ho detto tutto

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    • stearm

      19 Novembre 2018 - 21:09

      Effettivamente il livello è quello. Ma, visto che entrambi hanno studiato filosofia, bisognerebbe anche interrogarsi se per caso non abbiano avuto cattivi maestri. A me ne viene in mente più di uno.

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    • Jack McGuire

      19 Novembre 2018 - 20:08

      Valter, io il mio avversario lo voglio vedere in faccia. Quella vera, non quella posticcia, finta e intercambiabile con altre mille a seconda delle convenienze come fanno gli altri del suo partito, che fu dalla parte dei deboli, dicevano, e ora limona con le élite. Quindi, bravo Dario, che non si vergogna a chiamarsi per quello che ritiene di essere, un compagno nostalgico della politica com'era una volta.

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