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Un altro danno alla scuola italiana: i genitori vincono la battaglia del panino

Il Consiglio di Stato riconosce la possibilità di evitare ai figli la mensa scolastica riservando loro la schiscetta preparata a casa. Tutti i rischi della sentenza

4 Settembre 2018 alle 14:29

Un altro danno alla scuola italiana: i genitori vincono la battaglia del panino

Foto Pixabay

Si scrive panino ma si legge vaccino, dicevo in una Bandiera di qualche tempo fa. E infatti con mirabile tempismo - proprio mentre i primi figli dei no-vax restavano fuori dai cancelli degli asili - una sentenza del Consiglio di Stato ha sancito che i genitori possono evitare ai figli la mensa scolastica riservando loro la schiscetta preparata a casa. Ci sarebbe un lungo discorso etico da fare, che riguarda da un lato l’educazione all’eguaglianza e dall’altro la dannosità di questa sentenza in una nazione i cui figli diventano sempre più choosy, ovvero si sentono in diritto di sottrarsi alla normale alternativa minestra/finestra. Ma tant’è. Sembra grave piuttosto che, col garantire il cibo fatto in casa anche fuori di casa, questa sentenza faccia ulteriormente accomodare le manacce dei genitori nella scuola, ossia nell’ambiente in cui si presume che le famiglie affidino i loro pargoli allo Stato; riconoscendo loro di poter sindacare su norme e su scelte uniformate. Pensate se una cosa del genere accadesse coi vaccini. E se qualcuno più o meno timidamente si schiera a favore del diritto di lasciar libere le famiglie di sostituirsi alle mense, gli propongo di essere coerente fino in fondo e di accettare che suo figlio non pranzi col panino amorevolmente confezionato a casa bensì con uno sorteggiato fra le innumerevoli schifezze ammannite da famiglie ignote ma altrettanto amorevoli, a cui vuol garantire lo stesso diritto. Vedere come diventa subito contrario.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    04 Settembre 2018 - 17:05

    La polemica per la polemica molto non aiuta. Il confronto coi vaccini c'entra come i cavoli a merenda che eventualmente si vogliano dare al figlio visto che non causano malattie contagione (ne' non trasmissibili da che si sappia finora). Aggiungiamo l'aspetto economico: a sei euro a pasto, sulla cui qualita' caso per caso ovviamente si puo' discutere, la possibilita' di scegliere una alterantiva anziche' buttarli a causa del choosy della situazione mi sembra doverosa. O forse il ragazzino/a del caso deve essere legato sul posto e nutrito con l'imbuto (come si faceva con le oche da ingrasso prima che si pensasse al benessere animale) per insegnargli ad essere meno schizzinoso?

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  • fabrizia.lucato

    04 Settembre 2018 - 17:05

    Caro Gurrado, non capisco il suo sdegno. Qua in Belgio, tutti i bambini possono scegliere se mangiare alla mensa della scuola o portarsi il panino o quel che vuole da casa. E a tutti sembra la cosa più normale del mondo.

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  • Giovanni

    04 Settembre 2018 - 17:05

    Andiamo, l'accostamento fra panino e vaccino mi sembra eccessivo.Appartengo alla generazione del panino preparato amorevolmente dalla mamma, spesso la pagnottella era fatta in casa nel forno a legna. Siamo il paese con la migliore qualità alimentare al mondo ma il cibo preconfezionato che arriva dalle cucine industriali anche se corretto dal punto di vista calorico fa spesso pena. Invece si insegni alle famiglie a confezionare un "panino" corretto dal punto di vista calorico.

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