Fedeli nel giorno dell'apertura dell'Ostensione della Sindone di Torino nel 2015. Foto LaPresse
Perché gli scienziati non capiranno mai la religione
Il sangue fasullo sulla Sindone e il desiderio di assoluto che alimenta la fede
Gli scienziati hanno provato che alcune tracce di sangue sulla Sindone sono fasulle e questa scoperta dimostra che gli scienziati non capiranno mai la religione. L’argomentazione sottesa a una notizia del genere è che la fede dipenda da un’adesione razionale surrogata da prove e che, una volta confutate quelle prove, essa verrà meno. Non considerano tuttavia che la fede si colloca oltre la stretta razionalità, altrimenti non si capirebbe come mai miliardi e miliardi di persone abbiano nei secoli creduto all’esistenza di Dio senza che nemmeno pesi massimi come San Tommaso o Cartesio siano riusciti a dimostrarla efficacemente (per la cronaca, nessuno è nemmeno riuscito a dimostrare il contrario). Né si accorgono che, se anche trovassero un grimaldello per scardinare il Cristianesimo portando le prove del fatto che Gesù era un personaggio immaginario e la risurrezione un inganno, farebbero comunque il gioco degli apologeti: renderebbero ulteriormente miracolosa la persistenza di un diffuso desiderio di assoluto su cui si è fondata un’istituzione bimillenaria che gode tuttora di discreta salute, essendo sopravvissuta ai mercanti di reliquie e alle storie più inverosimili dei martiri. Ogni fedele appena ragionevole sa che è un’ingenuità da giulivi positivisti presumere che una dimostrazione o un calcolo possano bastare a riempire un abisso che si trova nel cuore dell’uomo e che non può essere estirpato con basso complottismo materialista. Senza contare che, se invece un fedele è superstizioso, distoglierlo dalla religione per convertirlo allo scientismo non lo renderà meno superstizioso nel suo nuovo credo, che avrà soltanto mutato oggetto.
Bandiera Bianca
Manca una serie televisiva sul caso della bidella pendolare
BANDIERA BIANCA