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Perché l'abolizione delle tasse universitarie rende "Meno liberi e meno Uguali"

Qualche considerazione per spiegare come l'idea di Pietro Grasso sia controproducente

8 Gennaio 2018 alle 13:29

Perché l'abolizione delle tasse universitarie rende "Meno liberi e meno Uguali"

Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali (foto LaPresse)

Il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, propone di abolire le tasse universitarie. Se però l'università diventasse completamente gratis perderebbe di valore, tutti la frequenterebbero come sinecura, i tempi per concluderla si dilaterebbero a oltranza, i pezzi di carta in circolazione sarebbero in numero esorbitante rispetto all'effettivo fabbisogno di laureati e gli studenti, allettati a frotte dalla gratuità, finirebbero per essere schiavi della propria qualifica sovradimensionata rispetto a necessità e capacità, ovvero della disoccupazione. Se non si pagasse per frequentare l'università i fondi diminuirebbero, i docenti si troverebbero nell'odiosa condizione di dover lavorare per studenti ai quali non fa né caldo né freddo, il livello dei corsi si abbasserebbe e gli unici a poter ottenere una formazione di eccellenza sarebbero i figli di famiglie ricche che potranno permettersi corsi privati, favorendo la disparità. Per garantire l'eguaglianza bisognerebbe far sì che i lavativi paghino il doppio, il quintuplo, il decuplo così da utilizzare quei soldi per garantire borse di studio cospicue da destinare ai meritevoli. Per essere ancora più liberi e ancora più uguali, propongo che le tasse universitarie vengano aumentate.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    08 Gennaio 2018 - 19:07

    Liberi e Ugualmente Laureati in Disoccupazione. Praticamente carriera assicurata nel Reality Show di Casaleggio.

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  • Giovanni

    08 Gennaio 2018 - 18:06

    In Italia comunque il livello delle tasse universitarie è alquanto modesto. Consideriamo che uno studente del Politcnico di Milano (forse fra le migliori università tecnologiche d'Europa) paga al massimo 3500 Euro l'anno e solo se appartiene ad una famiglia abbiente perchè se in invece appartiene ad una famiglia con Iseu basso non paga più di 1500 Euro e se poi è uno che si impegna può avere la borsa di studio o altre facilitazioni. Non solo le tasse universitarie ma si possono avere facilitazioni e detrazioni anche sugli alloggi e sui buoni pasto. Semmai il "difetto" italiano è quello di avere troppe università e molte di scarso livello. Infine una considerazione: E' vero che in molti paesi europei non si pagano le tasse ma solo perchè tali università vengono foraggiate dalle industrie. La famosa università di Delft in Olanda dove comunque le tasse si pagano è praticamente gestita e finanziata dalle grandi industrie al punto che anche il corpo docente è da queste gestito.

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    • Giovanni Attinà

      08 Gennaio 2018 - 20:08

      Non capisco ad ogni modo perché ci si debba scandalizzare su una proposta di non pagare le tasse universitarie. Il fatto che lo facciano altre nazioni di Università gratuite non mi pare costituisca una specie di"reatO2. Che poi lo paghino le industrie magari, non entro nel merito. Poi affermare che le tasse universitarie siano modeste mi pare una grande esagerazione. Non mi pare che l'Italia sia una concentrazione di ricchi. Chi ha soldi infatti fa frequentare ai figli le Università privare. Poi l'enfasi dei laureati delle altre nazioni cessiamo di farle: in genere non mi pare che la loro cultura sia superiore alla nostra. Peccato che il dibattito tra i lettori non sia come nel vecchio sito de£ Il Foglio"!

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  • ceva.paola

    08 Gennaio 2018 - 16:04

    E il 18 politico? Perché no...? che bei ricordi !!! Uguali a quando si occupava, non si studiava un tubo... ma si aveva diritto a tutto perché si era giovani, belli e liberi! LeU il partito vintage.

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  • Giovanni Attinà

    08 Gennaio 2018 - 15:03

    Non mi pare che gli studenti tedeschi , quelli polacchi o quelli delle nazioni scandinave( in Francia le tasse sono un terzo di quelle italiane e non c'è' il numero chiuso) soffrano di tutte le considerazioni di Gurrado, Cerchiamo di essere realisti, con questo complesso italico di pagare le tasse universitarie. Chi vuole pagarle può andare anche in quelle private. Non sono seguace di Grasso e compagni, ma mi scandalizzo di tanti commenti su web, in nome di presunta meritocrazia che non c'entra niente. La cultura è importante e non serve solo per il lavoro o presunto tale.

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