Perché l'abolizione delle tasse universitarie rende "Meno liberi e meno Uguali"

Antonio Gurrado

Qualche considerazione per spiegare come l'idea di Pietro Grasso sia controproducente

Il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, propone di abolire le tasse universitarie. Se però l'università diventasse completamente gratis perderebbe di valore, tutti la frequenterebbero come sinecura, i tempi per concluderla si dilaterebbero a oltranza, i pezzi di carta in circolazione sarebbero in numero esorbitante rispetto all'effettivo fabbisogno di laureati e gli studenti, allettati a frotte dalla gratuità, finirebbero per essere schiavi della propria qualifica sovradimensionata rispetto a necessità e capacità, ovvero della disoccupazione. Se non si pagasse per frequentare l'università i fondi diminuirebbero, i docenti si troverebbero nell'odiosa condizione di dover lavorare per studenti ai quali non fa né caldo né freddo, il livello dei corsi si abbasserebbe e gli unici a poter ottenere una formazione di eccellenza sarebbero i figli di famiglie ricche che potranno permettersi corsi privati, favorendo la disparità. Per garantire l'eguaglianza bisognerebbe far sì che i lavativi paghino il doppio, il quintuplo, il decuplo così da utilizzare quei soldi per garantire borse di studio cospicue da destinare ai meritevoli. Per essere ancora più liberi e ancora più uguali, propongo che le tasse universitarie vengano aumentate.

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