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Il rimpatrio della salma del re e i capricci di una nazione adolescente

Le polemiche per il ritorno dei resti di Vittorio Emanuele III a Vicoforte dimostrano solo che l'Italia deve ancora imparare a fare la pace sol suo passato. Parola di Cromwell 

18 Dicembre 2017 alle 16:28

Il rimpatrio della salma del re e i capricci di una nazione adolescente

Vittorio Emanuele III, l'arrivo delle spoglie al santuario di Vicoforte (foto LaPresse)

Goode e’ening, Oliver Cromwell’s statue speaking – Buonasera, vi parla la statua di Oliver Cromwell. Apprendendo delle vostre polemiche sul rimpatrio della salma di Vittorio Emanuele III, mi sono chiesto se non fossero il sintomo del fatto che l’Italia è una nazione adolescente. A conti fatti esiste da un secolo e mezzo circa, ha stabilito i propri confini ancora dopo, è diventata Repubblica la miseria di una settantina d’anni fa. Quando si è così giovani è ovvio mostrarsi ostili al proprio passato, perché si è ancora in cerca di un’identità definita. Capisco le giuste remore della comunità ebraica ma capisco meno i capricci dei Savoia viventi, il gongolio provinciale degli amministratori di Vicoforte, la polemica scontrinista di Liberi e Uguali sui costi del volo funebre, per non parlare della piccata dichiarazione tautologica della sindaca di Roma: “La monarchia fa parte del passato di questa repubblica”. Calm you down, è solo febbre di crescita. In Inghilterra si maneggia la parola Parlamento da ottocento anni, quando ancora voi stavate a baloccarvi coi Papi che scomunicavano gli Imperatori e cogli Imperatori che deponevano i Papi: come in ogni nazione matura, qui i conti col passato si fanno da adulti. Prendete me. Sono il distruttore della monarchia, il fanatico puritano, l’autore di un mezzo genocidio in Irlanda – eppure oggi sono una statua dinanzi a Westminster, bronzea e fiera. Quando consegnerete il passato al passato, lasciando che i morti seppelliscano i morti? Qualcosa forse si sta muovendo: ho saputo che al Comune di Roma il Movimento 5 Stelle ha fatto revocare l’esilio comminato duemila anni fa a Publio Ovidio Nasone. Di questo passo, però, potreste metterci parecchio.

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  • carlo.trinchi

    18 Dicembre 2017 - 20:08

    Oliver Cromwell riposi in pace. Fu un grande che non riusci a compiere l’opera e tutto tornò ad essere uguale, peggio di prima. Nel Pantheon riposano gli eroi, i condottieri, gli incapaci no, i vigliacchi no, i colpevoli di milioni di morti no, i protagonisti di due guerre mondiali perse e da non fare no, i correligionari di olocausti no. L’uomo dell’otto settembre nel Pantheon della gloria no. Non è quello chiamato re che deve riposare in pace nel Pantheon ma è il Pantheon che con quel soggetto al suo interno non avrebbe più pace.Non si è ostili al proprio passato perché giovani, si è ostili al non ripetersi a glorificazioni di uomini nefasti se pur apparentemente innocui, a uomini insignificanti, a uomini re per diritto di nascita. I morti non seppelliranno mai i morti perché sono morti. È dei vivi il compito di assegnare le giuste sepolture ai morti per non dimenticare il passato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Dicembre 2017 - 20:08

    La Nazione non è adolescente o adulta o affetta da demenza senile, la Nazione, proprio non c'è. "Una d'arme, di lingua, d'altar" Vien da ridere, meglio da piangere.

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  • Giovanni Attinà

    18 Dicembre 2017 - 19:07

    Su questa vicenda ci sono due difetti italici: tutti o quasi vogliono fare gli storici e per i giudizi si ascoltano le dichiarazioni dei politici di moda di turno o delle lobby di turno. Volenti o nolenti i Savoia hanno fatto l'Unità d'Italia con il contributo di tantissimi italiani. Non mi pare che dai libri di storia vengano cancellate vicende o personaggi, a prescindere dalle simpatie. Da noi infatti si discetta di fascismo e antifascismo, di comunismo e anticomunismo e roba del genere.

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  • luigi.desa

    18 Dicembre 2017 - 17:05

    Tutte le gazzarate sui i rigurgiti del fascismo e l'acrimonia verso la dinastia dei Savoia ( che ahiloro non hanno mostrato coraggio -fuga a Bari- nè dignità appecoronandosi al regime fascista -) mostrano di tutta evidenza che il popolo italiano o una sua cospicua parte ha paura del passato quando in natura l'homo sapiens ha sempre avuto timore del futuro. Con intento maligno penso che un popolo siffatto è un popolo privo di una vera anima e meschino convive con mille paure. Pas bon ,bonjuor tristesse .lds

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