Il vero problema del caracal in giro a Milano? Il cappottino

Il dibattito in rete dopo l'allarme lanciato dal Comune per la pericolosità dell'animale non tiene conto di un'altra questione, ben più rilevante

27 Novembre 2017 alle 16:38

Il vero problema del caracal in giro a Milano? Il cappottino

La foto con cui il Comune di Milano ha diramato l'allarme per un caracal in giro al guinzaglio a Milano

Buonasera, sono il caracal che passeggia per Milano. O forse sono un caracat, cioè un incrocio fra il felide selvatico tipicamente afroasiatico e un gatto. La questione non mi tange minimamente poiché la caratteristica principale di noi animali è il completo disinteresse alla tassonomia in cui voi uomini cercate di rinchiuderci: quando ci considerate, vedete sempre qualcosa di diverso da ciò che siamo, presupponendo nella natura l’ordine che c’è nella vostra testa. Posso essere un caracal caracal damarensis, posso essere un caracal caracal poecilotis, oppure un purissimo caracal caracal caracal; ma potrei essere anche un incrocio fra un caracal e un serval, sarebbe a dire un servical ovvero un caraval. O magari sono solo un gatto enorme, non conta. Il fatto è che noi caracal (o caracat, eccetera) siamo bestie lineari quindi abbiamo qualche difficoltà a comprendere gli arzigogoli degli uomini. Quando sono apparso nella foto in cui il Comune di Milano diramava l’allarme perché una signora elegante portava al guinzaglio una bestia esotica potenzialmente pericolosa anche per gli uomini, alcuni di voi si sono messi a discettare di zoologia, altri hanno protestato per il maltrattamento di una specie rara, altri hanno accusato i cani di essere più pericolosi, altri ancora hanno accusato le persone di essere più pericolose dei cani, altri hanno detto che è colpa del funzionario doganale che mi ha lasciato passare, altri che chi mi ha pagato ha diritto di tenermi, eccetera. E io, al centro del dibattito, vedevo ignorata l’unica questione che mi premesse: se sono un caracal, o un caracat o servical o caraval, se insomma sono un animale, perché indosso un cappottino? 

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    28 Novembre 2017 - 11:11

    L'amore a volte eccessivo per gli animali e il modo di trattarli da compagnia nello sport nel lavoro ( e papparseli no?) dimostra che sono trattati come schiavi ,ma nemmeno gli animalisti più fuori di testa lo dicono. Fo un esempio. .Quale maggiore tortura si può imporre ad un nobile animale come il cavallo che addestrarlo per il dressage sport equestre? luigi de santis

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  • Andrea Pierotti

    28 Novembre 2017 - 05:05

    Perché i felini non sono come i cani. Se gli metti un collare riescono a sfilarselo, l'unico modo per tenerli al guinzaglio è infilare loro quella specie di gilè. Poi potremmo discutere su qual senso abbia tenere al guinzaglio un gattone (ed anche un cane, aggiungo io).

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