cerca

"Still Alive" di Messner, ovvero come rivalutare "Un'estate al mare"

L'alpinista presenta al Film Festival di Trento il suo film, storia di una frattura scomposta che non conduce al decesso di uno scalatore abbandonato in quota. La trama è tuttavia secondaria. La pellicola s'imporrà per la sua poetica pragmatica.

12 Ottobre 2016 alle 17:05

"Still Alive" di Messner, ovvero come rivalutare "Un'estate al mare"

Reinhold Messner (foto LaPresse)

Ho scoperto che Reinhold Messner è un regista. Non è stata una scoperta difficile, visto che è in prima pagina sulla Stampa, e per certi versi è anche una scoperta consolante, visto che le doti attoriali sfoggiate nel vecchio spot di un'acqua mineralissima lasciavano intuire che lo scalatore si trovasse dal lato sbagliato della cinepresa. Come che sia, Messner presenta al Film Festival di Trento il film montano “Still Alive”, storia di una frattura scomposta che non conduce al decesso di uno scalatore abbandonato in quota. La trama è tuttavia secondaria; il film s'imporrà per la sua poetica pragmatica: “Lasciare che tutto vada come vada e non fare sciocchezze; puntare la camera sull'azione e poi muoverla il meno possibile”. Messner intende infatti agire libero “da produttori, spettatori, anche dal materiale – direttive e contratti sono i peggiori nemici dei film”; allo stesso modo l'attore deve potersi trovare “davanti, dietro oppure a fianco della telecamera”. Soprattutto, nella fattura dei film d'alta quota, Messner rivendica una naturale superiorità rispetto ai cineasti professionisti, i quali “si mettono semplicemente a riprendere ciò che vedono”, mentre lui, puntando la telecamera sull'azione e muovendola il meno possibile, intende mostrarci non ciò che compare dinanzi all'obiettivo bensì “ciò che noi uomini d'avventura sentiamo”. Credo che d'ora in avanti rivaluterò “Rimini Rimini”, “Panarea”, “Un'estate al mare” e qualsiasi altro esempio di film da spiaggia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi