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Ma gli organizzatori di Torino Spiritualità lo hanno letto tutto Giobbe?

Questa settimana la dodicesima edizione sarà dedicata agli animali; il curatore Armando Buonaiuto spiega che le bestie sono “una finestra aperta su altre dimensioni". Ma il Salmo 8 recita: “Che cos'è l'uomo perché te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, hai posto ai suoi piedi gli uccelli del cielo”.

26 Settembre 2016 alle 18:35

Ma gli organizzatori di Torino Spiritualità lo hanno letto tutto Giobbe?

Tarquinia, chiesa di Santa Maria in castello (foto di Luca Di Ciaccio via Flickr)

Va bene, guardiamo gli uccelli del cielo. Questa settimana la dodicesima edizione di Torino Spiritualità sarà dedicata agli animali; il curatore Armando Buonaiuto spiega che le bestie sono “una finestra aperta su altre dimensioni: sanno cose che non sappiamo, vivono vite che non conosciamo, vedono interstizi dove noi non scorgiamo nulla”. A riprova cita Giobbe, capitolo 12: “Interroga gli animali e ti insegneranno, gli uccelli del cielo e ti informeranno”. Io mi sono informato da solo: sempre nel libro di Giobbe, ma al capitolo 28, ho trovato scritto che la sapienza è ignota agli uccelli del cielo, e, al capitolo 35, che Dio ci ha creati più saggi degli uccelli del cielo. Poche pagine dopo, ecco il Salmo 8: “Che cos'è l'uomo perché te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, hai posto ai suoi piedi gli uccelli del cielo”. L'Antico Testamento è sempre tranchant, mi sono detto; sicuramente nel Nuovo troverò scritto che dobbiamo prendere esempio dai volatili. Ecco infatti che, in Matteo 6, Gesù esorta: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, eppure il Padre vostro li nutre”. Tuttavia, prima di alzare lo sguardo e spiccare il volo, conviene continuare a leggere poiché, subito dopo, Gesù domanda: “E voi, non valete forse più di loro?”. Definitivamente confuso, ho cercato una linea di condotta per regolarmi con questi uccelli del cielo e con gli animali in generale. Mi hanno risposto gli Atti degli Apostoli, lì dove San Pietro riceve in visione “quadrupedi, fiere, rettili della terra, uccelli del cielo” e sente una voce tonante che non gli intima di conformarsi a loro né di andare a Torino Spiritualità. Gli dice: “Forza, Pietro, uccidi e mangia”.

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