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Marco Cecchini

Ha imparato a leggere i giornali grazie a un professore di Filosofia che nella Pisa preda dei furori sessantottini predicava il federalismo di Carlo Cattaneo e flirtava con i radicali. Suo padre, volontario in Africa, gli parlava della guerra. Sarà per questo che si è appassionato alle guerre combattute con le armi della moneta e del credito. Ha scritto il suo primo articolo per Lotta Continua. Ma prima di diventare giornalista economico militante si è preparato nel fortino della finanza nordista: la milanesissima Comit. Da li il salto al Corriere della Sera, come inviato, e poi a Roma, portavoce del Tesoro. Oggi da consigli a IVASS e Banca d’Italia. Ha una moglie sudtirolese, una figlia grande ormai lumbard e un figlio piccolo dal nome toscano e dall’aspetto teutonico.

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