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Alfonso Berardinelli

Roma 1943. Critico letterario e saggista, si è dimesso dall’insegnamento universitario nel 1995, lavora oggi fra editoria e giornalismo, dirige la Scheiwiller Prosa e Poesia. Fra i suoi libri: “L’esteta e il politico: sulla nuova e piccola borghesia” (1986), “L’eroe che pensa: disavventure dell’impegno” (1997), “Autoritratto italiano” (1998), “Stili dell’estremismo” (2001), “La forma del saggio” (2002), “Che noia la poesia” (2006, con H. M. Enzensberger), “Casi critici: dal postmoderno alla mutazione” (2007), “Poesia non poesia” (2008).

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Se la destra occupa gli spazi abbandonati dalla sinistra. E viceversa
Meglio essere volpe che riccio. Ma anche così, l’importante è non esagerare
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Va bene riscoprire il “Capitale” di Marx. Ma guai a ridiventare marxisti
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Cogliere i fatti sociali senza dare lo strizzacervelli ma con il gusto del grottesco
La scienza dice il vero e il falso. La politica è un’altra cosa, vero Machiavelli?
Appunti per chi non vede che l’Italia è cambiata
La crisi senza fine dell’intellettuale critico soppiantato dall’energumeno
Chi vive di cultura non può che sentirsi un po’ ebreo senza esserlo
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Contro Canfora. Qualche idea che dovrebbe avere l’antitotalitario a senso unico
Umiltà e coraggio dell’amico filosofo che ammetteva di non capire Heidegger

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