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Arrestato il "numero uno dello Stato islamico in Germania"

Ahmad Abdelazziz, nome di battaglia Abu Walaa, imam iracheno di 32 anni, è stato fermato insieme ad altri quattro uomini, sospettati di aver organizzato una rete jihadista tedesca e di foraggiare i combattenti islamisti.

8 Novembre 2016 alle 16:43

Arrestato il "numero uno dello Stato islamico in Germania"

Forze di sicurezza in Germania (foto LaPresse)

Ahmad Abdelazziz A., imam iracheno di 32 anni, conosciuto con il nome di battaglia Abu Walaa, è considerato dai funzionari dell'intelligence e della sicurezza tedesca come una delle principali figure jihadiste in Germania. Secondo le emittenti WDR e NDR, e il quotidiano Süddeutsche , Walaa e altri quattro uomini sono stati arrestati martedì con l'accusa di aver costruito una rete di reclutamento di combattenti islamisti in territorio tedesco.

 

Per gli inquirenti, Walaa e i suoi soci hanno anche fornito ai giovani jihadisti sostegno logistico e finanziario per il loro viaggio verso il medio oriente. Gli altri quattro detenuti sono un turco di 50 anni, un 36enne serbo-tedesco, un tedesco di 27 anni e un camerunese di 26. Per gli agenti tedeschi Walaa sarebbe “il peggiore di tutti”: noto come il "predicatore senza volto" della moschea di Hildesheim, conosciuta per essere un luogo di incontro prediletto dal movimento salafita tedesco. Qui avrebbe fatto proseliti e avrebbe convinto diversi tra i frequentatori della moschea ad andare in Siria per il jihad.

 



 

I procuratori federali hanno iniziato a indagare su Walaa ed i suoi soci lo scorso autunno. A luglio, i funzionari hanno fatto irruzione nella moschea. "I seminari (tenuti da Walaa, ndr) sono stati un mezzo per l'indottrinamento e per mettersi al servizio dello Stato islamico, soprattutto dal punto di vista militare", hanno riferito i procuratori federali, secondo i quali almeno un giovane reclutato dalla rete di Walaa si sia recato in Siria con la famiglia per combattere al fianco dei miliziani del califfo.

 

I media tedeschi hanno riferito che le autorità sono state aiutate nell’indagine delle dichiarazioni rilasciate di un ex combattente tedesco fuggito dalla Siria, il 22enne Anil O., che da poco sta rilasciando testimonianze preziose sui foreign fighter. Anil ha rilasciato un'intervista ai media tedeschi in Turchia, in attesa del rimpatrio in Germania, in cui ha identificato in Walaa “il numero uno dello Stato islamico in Germania". Tutti e cinque gli arrestati avevano in precedenza negato qualsiasi collegamento con gruppi terroristici.

 

Nell’estate 2016 la Germania ha alzato le sue difese, dopo due gravi attentati – uno sul treno e uno con l’esplosione di un kamikaze – e una serie di episodi che hanno confermato la presenza di estremisti islamici pronti a colpire sul suolo tedesco. Secondo i dati diffusi dalla società di consulenza specializzata in sicurezza Soufan group, sarebbero più di 700 i foreign fighter partiti dalla Germania verso il Califfato, con un numero di combattenti di rientro che supera le 200 unità. Sarebbero quasi 9 mila, invece, le persone residenti nei diversi land sospettate di essere contigue ad ambienti radicali.

Redazione

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