Cantieri Anas (foto LaPresse)

Cari giudici, cautela con la custodia cautelare. Forzature manettare nel caso Anas

Redazione

Nel corso della retata disposta dalla magistratura nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del gestore della rete stradale, tra gli altri è stato arrestato Giuseppe Meduri, ex sottosegretario nel governo Prodi e presidente della Calabria. Meduri ha 73 anni, non ricopre alcuna carica politica, quindi non si capisce in base a quale norma sia stato messo agli arresti domiciliari.

 

Nel corso della retata disposta dalla magistratura nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti dell’Anas, tra gli altri è stato arrestato Giuseppe Meduri, ex sottosegretario nel governo Prodi e presidente della Calabria. Meduri ha 73 anni, non ricopre alcuna carica politica, quindi non si capisce in base a quale norma sia stato messo agli arresti domiciliari.

 

La custodia cautelare dovrebbe essere comminata solo in presenza di pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di manomissione delle prove. Nessuna di queste circostanze può essere ragionevolmente considerata valida nel caso specifico, senza contare che la sua età dovrebbe almeno indurre a una certa prudenza nell’impiego di misure di limitazione della libertà personale. D’altra parte la sua presunta “funzione di supporto non indifferente” nella trama corruttiva, come è scritto nell’ordine di cattura, è appunto puramente ancillare. Sorge il dubbio che, ancora una volta, si abusi delle misure cautelari non per evitare i pericoli specifici indicati nella normativa, ma per indurre l’indagato a fornire informazioni, insomma si usa la limitazione della libertà per far “parlare” l’indagato, in modo da dare solidità a un impianto accusatorio ancora rachitico.

 

[**Video_box_2**]Non si capisce, infatti, se ci sono prove e riscontri sufficienti, perché mai si usi in modo così esteso la custodia cautelare, che dovrebbe essere l’eccezione e che è invece diventata la regola. Privare una persona della libertà personale prima di una condanna definitiva è una forzatura, che può essere giustificata solo da reali esigenze, non è una facoltà della magistratura che ne fa un uso arbitrario. Naturalmente sulla stampa si leggeranno tutte le gravissime imputazioni, corredate di particolari scandalistici, e nessuno si occuperà di esaminare gli abusi o le esagerazioni messe in atto per piegare la resistenza degli inquisiti, che dovrebbero essere considerati innocenti fino a condanna definitiva.

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