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Tutta colpa del liberismo - fiction

Moriremo tutti, di liberalizzazioni

Mettete in fila tutti gli altolà delle varie corporazioni italiche di fronte al Ddl Concorrenza del governo. Avrete paura, tanta

2 Marzo 2015 alle 17:14

Moriremo tutti, di liberalizzazioni

Il liberismo contribuisce ai focolai d’ebola nei paesi poveri (copyright: il presidente della Camera, Laura Boldrini), e vabbeh. Ma anche le liberalizzazioni nei paesi ricchi arrivano sotto gli auspici della vecchia signora con la falce. Basta guardare le reazioni al Ddl Guidi sulla concorrenza e prenderle per un attimo (ma solo per un attimo) sul serio.

 

Per dire, i rischi si annidano ovunque. Anche in una cosa apparentemente innocua, come l’obbligo per le assicurazioni di concedere sconti ai clienti che (volontariamente) accettano di farsi riparare la macchina nelle officine convenzionate. Tutto bene? No! Infatti avremo “auto riparate male e in fretta, e con gravissimo pregiudizio dei diritti degli automobilisti.

 

Questi ultimi non potranno più scegliere liberamente di rivolgersi al carrozziere di fiducia. Con effetti devastanti per la sicurezza stradale” (Federcarrozzieri). Morti come se piovesse, insomma.

 

Non va meglio con la liberalizzazione del recapito degli atti giudiziari che potrebbe mettere a repentaglio la certezza della consegna. O il superamento della maggior tutela nei mercati di elettricità e gas, con le nonnine di tutt’Italia o messe sotto schiaffo da conguagli milionari, oppure lasciate al buio. E chi la darà più la mancetta al nipotino precario (colpa del Jobs act, ça va sans dire)?

 

[**Video_box_2**]Ma il peggio arriva col capitolo delle professioni. Mettere in discussione l’esclusiva notarile sulla redazione di atti quali le compravendite di garage e la costituzione di startup con modesto capitale sociale scatenerà l’iradiddio: non solo il ddl Concorrenza “consegna il mercato dei servizi professionali alle lobby delle banche e delle assicurazioni”, ma addirittura espone l’intero paese “a forti rischi di criminalità, abusi e frodi”, senza contare la “rarefazione delle verifiche antiriciclaggio” (Consiglio nazionale del notariato). Del resto, con l’ingresso di soci di capitale negli studi legali e nelle farmacie si favorisce “il gravissimo fenomeno del riciclaggio di capitali di origine tutt'altro che limpida” (Federazione degli ordini dei farmacisti). E’ solo grazie all’eroica resistenza delle forze della conservazione se le cose non sono andate del tutto a rotoli. Per esempio, le prime bozze del ddl contenevano interventi in materia portuale, come la liberalizzazione dei servizi tecnico-nautici e del lavoro temporaneo portuale: se ci si fosse mossi in quella direzione, si sarebbero cancellate “le regole che garantiscono la sicurezza”, lasciando piede libero alla “deregolamentazione, alle cooperative spurie, alle infiltrazioni della criminalità organizzata” (Uilt). La vera strage è stata scongiurata grazie allo stop alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C: l’allargamento dei canali distributivi, a dispetto dell’obbligo di ricetta, favorirebbe l’abuso di farmaci “responsabile negli Stati Uniti di oltre 100.000 morti l’anno” (Aifa). E fortunatamente, avendo impedito la riforma degli autisti Ncc che avrebbe sgomberato il terreno per i servizi di Uber e delle altre piattaforme, si è pure prevenuta una deriva incontenibile di illegalità e soprusi, “come in India, dove un driver Uber ha stuprato una passeggera”.
La realtà è persino più grave, perché le disgrazie liberalizzatorie non vengono mai da sole. Vanno viste nel complesso. E allora: quali è quanti atti inconsulti potrebbe mai compiere un carrozziere taglieggiato dalla convenzione, disperato in quanto ospite di un’officina venduta a sua insaputa dalla camorra per mezzo di avvocati compiacenti, in mano agli strozzini per pagare la luce che nel frattempo gli hanno tagliato, stremato per il lavoro notturno in una cooperativa del porto, impasticcato di farmaci di fascia C, e pure ricercato per non aver pagato una multa smarrita dal portalettere privato? Per fortuna queste cose (ancora) non possono succedere in Italia, paese ameno di farmacisti rurali, avvocati di rione, notai di fiducia, carrozzieri aumma aumma e postini che sbadigliano sempre due volte.

Redazione

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