Marchionne annuncia 1,500 nuovi assunti a Melfi. Camusso: "Inversione di tendenza"

Redazione

L'amministratore delegato di Fca parla da Detroit: "E' un segnale positivo per il paese". Si parla di contratti interinali che con l'attuazione del jobs act diventeranno indeterminati. "Venderemo 5 milioni di automobili".

Sono 1,500 le nuove assunzioni promesse dall'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. Le nuove assunzioni annunciate da Fca nello stabilimento di Melfi "rappresentano un passo importante e un segnale positivo per il paese", ha detto Marchionne al salone dell'auto di Detroit, sottolineaando come Melfi diventerà "il più grande stabilimento di vetture in Italia"."Il 2015 sarà l'anno in cui venderemo oltre 5 milioni di vetture". ha assicurato l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles. I risultati finanziari di Fca saranno in linea con le attese, ha aggiunto Marchionne.

 

Le nuove assunzioni di Fca nello stabilimento di Melfi sarebbero state fatte anche senza il jobs acta, ha precisato Marchionne. E' il risultato di tre anni di sviluppo, "noi quelle mille persone le avremmo assunte lo stesso. Abbiamo bisogno di gente che lavora - ha spiegato - nessuno assume con l'obiettivo di licenziare. Le assumeremo in modo interinale fino a quando il jobs act non diventerà effettivo". In ogni caso "il fatto che ci sia un sistema di regole in grado di gestire anche una contrazione del mercato - ha osservato - aiuta moltissimo".

 

"Dopo molti anni, anche per l'Italia arriva da Fca una notizia positiva. Le previste assunzioni di 1.500 addetti segnano un'inversione di tendenza che, non a caso, coincide con il lancio di nuovi prodotti". Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Non si può - sottolinea Camusso - che salutare positivamente il nuovo atteggiamento dell'azienda che punta nuovamente sulle capacità produttive dei lavoratori italiani e sulla ripresa delle sue quote di mercato". Dunque, conclude Camusso, "ci auguriamo che le previsioni siano rispettate e che, parallelamente, siano riassorbite le sacche d'inattività che ancora permangono in molti stabilimenti, in particolare per Mirafiori e Cassino, dando compiutezza e concretezza a un piano industriale di rilancio per la parte italiana del gruppo".

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