Il Garante

Redazione

Proviamo qui ad avviare la ricerca del presidente della Repubblica, con un po’ di retorica e di buonsenso, con quelle linee vaghe ma indispensabili che sempre vengono accennate quando si visualizza un profilo.

Proviamo qui ad avviare la ricerca del presidente della Repubblica, con un po’ di retorica e di buonsenso, con quelle linee vaghe ma indispensabili che sempre vengono accennate quando si visualizza un profilo, quando si disegna un identikit, quando si tracciano sulla carta l’ovale del viso e la forma del cranio, per poi arrivare, schizzo dopo schizzo, al colore della carnagione, alle rughe sotto gli occhi, ai tratti personali. Ed eccolo, allora, ecco il profilo del presidente “garante”: un uomo (o una donna), profondamente italiano, che conosce i vizi e le virtù del paese e che dunque non si muove nevroticamente come un figlio di partito o di sezione, che non taglia i nodi ma dipana le matasse, che non asseconda vendette e non regola conti, un uomo con l’udito lungo che sa ascoltare all’origine il rumore dell’anima faziosa italiana, che affronta con benevolenza e ironia la tendenza nazionale alla guerra civile, la maledizione di Romolo e Remo.

 

Disegnato l’ovale del viso, diventa a questo punto un po’ più facile trovare naso, occhi e bocca. Il presidente garante è quello che sa assecondare il patto del Nazareno, il delicato, complesso, fragile punto di ritrovo a metà strada fra il Cavaliere del ventennio che fu e il Rottamatore che ne è l’erede simbolico ma anche la nemesi politica. Il presidente garante rappresenta il sigillo istituzionale sul patto del Nazareno, è l’uomo che siede al Quirinale per spingere maggioranza e opposizione a fare insieme le riforme, come dicono anche, nell’altalena delle loro voglie, sia Matteo Renzi sia Silvio Berlusconi; è un presidenzialista che rispetta la Costituzione ma anche l’Italia bipolare, è un presidente di pace e di fine èra, defilato ma presente, l’ultimo della Seconda Repubblica e il primo della Terza, l’uomo che vuole riformare il Diritto ma senza umiliare chi difende la legalità, come dice Renzi, il presidente che, insomma, intende restituire alla politica il suo primato ma senza provocare nuovi violenti spasmi e conflitti a mezzo giudiziario.

 

[**Video_box_2**]Il presidente garante incarna lo Spirito del tempo, che è renziano ed è nazareno, e dunque è una specie di metronomo, d’arbitro di Palazzo, sacerdote al di sopra e al di fuori, investito del compito supremo di far funzionare le cose, sbrogliare e sciogliere, rammendare e districare, spingere il vecchio Cavaliere a chiudere bene vent’anni d’onorata carriera e accompagnare il giovane premier al traguardo di una legislatura di riforme. Il presidente garante non pensa che il denaro sia lo sterco del demonio, e non asseconda l’ossessione nazionale per la corruzione, ma sa pure come si tengono lontani gli interessi privati da quelli pubblici. E’ il migliore presidente che ci sia, almeno sulla carta da disegno.

Di più su questi argomenti: