Lapo Elkann

La tragica fortuna di essere Lapo Elkann

Alessandro Giuli

Il rampollo della famiglia Agnelli è molte cose in una, un fico, un cazzone digitale, un creativo, un virtuoso e vizioso allo stesso tempo. Tutto questo e tanto altro. Le ultime notizie lo accreditano ancora come vittima di ricatti a causa di alcuni video che lo ritraggono in circostanze disdicevoli.

Lapo Elkann è un fico con la Cinquecento pied-de-poule e le Ferrari gialle e camouflage oppure un cazzone digitale, un creativo che disegna occhiali eccessivi oppure un debole seriale, un virtuoso del sorriso e dell’estetica up to date oppure un vizioso palestrato con le décolleté ai piedi e nel petto alcune forti punte di spleen autodistruttivo?

 

Lapo Elkann è tutte queste cose insieme e anche altre. Le ultime notizie lo accreditano ancora come vittima di ricatti (ben pagati ma fino a un certo punto, poi ha chiamato le guardie) a causa di alcuni video che lo ritraggono in circostanze disdicevoli. Di mezzo c’è forse la droga e quasi certamente il sesso, ed era già accaduto qualche anno fa in compagnia di alcuni transessuali, quando il ragazzo a momenti ci lasciava la pelle.

 

Lapo Elkann è l’erede (percepito) dell’eleganza di Gianni Agnelli, lo scrissero in più d’uno quando si scoprì che nella sua complessione fisica c’è la stessa taglia del nonno. E intanto lui si gonfiava di coolness e vanità, autostima e voluttà di scendere, come per un istinto famigliare, per un capriccio del destino o per un gioco crudele di società.

 

Lapo Elkann avrebbe magari bisogno di un assistente sociale che lo tenga per mano e trasformi la sua ingenua bulimia di vita in una più sana diffidenza adulta, ma al tempo stesso potrebbero un giorno premiarlo perfino con il Compasso d’oro (la Fiat ne ha già ricevuti parecchi) per qualche sua invenzione fanciullesca a venire. Se non avessimo timore dei ricorsi storici cui va incontro il medesimo genotipo, diremmo a cuor leggero che il suo lato oscuro s’intreccia con i demoni di Edoardo Agnelli, ma con meno esotismo e timidezza, senza spigolosità e anzi con una naturale tendenza a fare simpatia.

 

Lapo Elkann ha un ego sognante che merita schiaffi e applausi ma è a modo suo il getto più autentico di una pianta altrimenti un po’ vizza, banalizzata da un consumo mediatico cinicamente ossessivo e immalinconita dal senso pratico di Marchionne, ultimo eroe di casa Fiat.

Di più su questi argomenti: