La “propostissima” della flat tax e il ritorno video-creativo del Cav.

Salvatore Merlo

Il video dura otto minuti, Renato Brunetta dice che è il ritorno in “campissimo” di Silvio Berlusconi con la “propostissima” della flat tax, e per la prima volta in vent’anni, proprio nel giorno in cui la ri-Forza Italia ri-torna al “meno tasse per tutti”, le immagini non le ha girate il vecchio pretoriano Roberto Gasparotti.

Roma. Il video dura otto minuti, Renato Brunetta dice che è il ritorno in “campissimo” di Silvio Berlusconi con la “propostissima” della flat tax, e per la prima volta in vent’anni, proprio nel giorno in cui la ri-Forza Italia ri-torna al “meno tasse per tutti”, le immagini del Cavaliere non le ha girate il vecchio pretoriano Roberto Gasparotti, cioè quello della calza e della discesa in campo, un po’ cameraman, un po’ truccatore, un po’ buttafuori, ma un nuovo service di telecamere promosso da Deborah Bergamini e Mariarosaria Rossi. E infatti Gasparotti è stato congedato, e il suo pensionamento coatto si è consumato con la massima soddisfazione della corte di Palazzo Grazioli (una volta Gasparotti li fece alzare tutti d’imperio dalle prime file di una manifestazione pubblica per sostituirli con dei ragazzi più giovani: “Ve ne dovete annà in fondo alla sala”).

 

E così il Cavaliere, nel video girato in via del Plebiscito, mentre consulta un pacco di fogli e di appunti che gli hanno preparato Antonio Martino e Giuseppe Moles, zeppo di numeri, grafici e tabelle, spiega che la flat tax “è una proposta concreta, efficace, sper-ri-men-ta-tis-sima”: tassa fissa al 20 per cento. E poi, ancora fuochi d’artificio: “Proponiamo anche una no tax area fino a tredicimila euro” e pure “la doppia moneta”. Dice Daniela Santanchè: “La situazione è grave. L’Italia è malata di ebola economica, urgono cure non convenzionali e coraggiose, altro che l’aspirina di Matteo Renzi”. E Berlusconi lo aveva promesso a Raffaele Fitto e alla corte tutta, appena dieci giorni fa: “Sulla politica economica faremo opposizione dura”. Così l’idea della flat tax precipita con studiato tempismo sui nuovi, foschi, dati della Banca d’Italia: la tassazione è salita al 43,3 per cento del pil.

 

[**Video_box_2**]Tra i berluscones tira aria di festa per il “grande capo ritrovato”, così almeno dicono loro. Il Cavaliere si prepara in questo modo, con i video e con una pila di proposte economiche a venire (alcune anticipazioni: l’innalzamento delle pensioni a mille euro per tredici mesi, e sei mesi di esenzione fiscale per chi compra casa), alla sua vera rentrée di febbraio, quando avrà finito di scontare i servizi sociali a Cesano Boscone e potrà dunque gestire e dosare meglio la sua presenza sul proscenio pubblico. Girerà le piazze, andrà in televisione, aggiusterà la mira a seconda dei millimetrici equilibri politici e parlamentari con cui si aprirà il nuovo anno (ha pure ceduto all’idea di un “comitato di gestione” democratico per Forza Italia e a un congresso “entro l’anno”, pare). Saranno quelli i giorni delle acrobazie per l’elezione del presidente della Repubblica. Il grande gioco della legislatura.

 

Nell’attesa, con la flat tax, Berlusconi riacchiappa la vecchia bandiera “meno tasse per tutti”, e segnala pure d’essere tornato a fare manovra. La settimana scorsa ha voluto a cena Martino, Moles, Sestino Giacomoni e Deborah Bergamini, si è fatto spiegare tutto quello che si può fare in campo economico (e pure quello che non si può fare, ma “va bene lo stesso”), e nel corso della cena ha preso persino appunti. Ai commensali, lusingati dall’attenzione, Berlusconi è sembrato molto soddisfatto del pacchetto di bombe creative che ora lui intende distribuire al suo elettorato, botto dopo botto, nei prossimi mesi. Non vede l’ora di finirla con i servizi sociali, di riacquistare la libertà personale, e intanto, tornato a far politica in proprio, si attrezza a ogni evenienza: legislatura lunga o elezioni anticipate. Dipende da Renzi.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.