Matteo Renzi (foto LaPresse)

Jobs act, via libera della Commissione Lavoro della Camera

Redazione

Il provvedimento sarà in Aula già domani. Ecco cosa cambia

Via libera dalla commissione Lavoro della Camera al Jobs act. I deputati della maggioranza - le opposizioni hanno abbandonato i lavori della commissione due giorni fa in segno di protesta - hanno dato il mandato al relatore e il provvedimento approderà domani in Aula come previsto.

 

Il testo presenta diverse modifiche rispetto a quello licenziato dal Senato, frutto per lo più della mediazione raggiunta tra l'area maggioritaria e le minoranza del Pd.

 

Una delle modifiche più significative rispetto al testo del Senato riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

 

Ecco cosa cambia:
- Reintegro solo per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari: La commissione Lavoro ha accolto un emendamento del Pd, riformulato dal Governo, che interviene sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori escludendo del tutto il reintegro per i licenziamenti economici senza giusta causa e mantenendolo esclusivamente per quelli discriminatori e per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari, che verranno individuate nei decreti delegati. Per i licenziamenti economici e per i disciplinari che non rientreranno nelle fattispecie è previsto un indennizzo economico crescente al crescere dell'anzianità.

 

- Paletti sui controlli a distanza e cig: Una seconda novità rispetto al testo del Senato riguarda i controlli a distanza, che vengono circoscritti agli impianti e  agli strumenti di lavoro. La commissione è intervenuta poi sulla misura che prevedeva il venir meno dell'erogazione della cassa integrazione guadagni in caso di cessazione dell'attività aziendale, accogliendo la riformulazione fatta dal relatore d'accordo con il Governo che specifica che, perché s'interrompa la Cig, la cessazione dell'attività dell'impresa deve essere "definitiva", mentre nel caso in cui sussistano concrete prospettive di proseguimento o di ripresa dell'attività l'erogazione può proseguire.

 

- Tempi più celeri per entrata in vigore: Un emendamento del governo taglia i tempi di  entrata in vigore della legge delega e dei decreti delegati, prevedendo che la legge delega e i relativi decreti attuativi entrino in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non 15 giorni dopo come di norma.
  

 

- Pari opportunità: La delega nella versione approvata dalla commissione Lavroro accoglie un emendamento del Governo che semplifica e razionalizza gli organismi le competenze e i fondi operanti in materia di parità e' pari opportunità nel lavoro e riordina le procedure connesse alla promozione di azioni positive di competenza del ministero del Lavoro, ferme restando le funzioni in materia della Presidenza del Consiglio.

 

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