Il grosso matrimonio petrolifero di Halliburton e Baker Hughes

Alberto Brambilla

Si tratta di una delle più grandi fusioni in campo energetico degli ultimi anni.

Halliburton, gruppo americano attivo nei servizi petroliferi, e Baker Hughes hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per la fusione, dopo una lunga trattativa sulle condizioni economiche dell'operazione. Halliburton offrirà 1,12 delle proprie azioni da 19 dollari per ciascuna delle azioni in circolazione di Baker Hughes. Sulla base del prezzo delle azioni Halliburton del 12 novembre, vale a dire poco prima della formalizzazione dell'intesa, Baker Hughes viene valutata 34,6 miliardi dollari e un enterprise value di 38 miliardi di dollari, come precisa una dichiarazione congiunta. Dopo la notizia il titolo Baker Hughes vola al pre-borsa di Wall Street con un balzo del 18,5 per cento.

 

Si tratta di una delle più grandi fusioni in campo energetico degli ultimi anni. Ci sono stati solo 11 accordi in questo settore che hanno superato i 20 miliardi di dollari dal 1995, secondo Dealogic. L'unione tra Halliburton e Baker Hughes potenzialmente dominerà il mercato dei servizi petroliferi, ad esempio inseme controlleranno la metà del mercato delle cementificazioni e il 36 per cento dell'hydraulic fracturing. Anche per questo motivo l'accordo dovrà passare il vaglio dell'antitrust americana. In caso contrario Halliburton pagherà una penale.

 

 

[**Video_box_2**]Halliburton e Baker Hughes sono rispettivamente la seconda e la terza compagnia di servizi petroliferi per ammontare di ricavi. Il matrimonio delle due compagnie di Houston in ogni caso creerà una società significativamente più piccola del colosso Schlumberger che ha un valore di mercato di circa 125 miliardi di dollari, ma ne insidierà il dominio.

 

Baker Hughes è stata fondata nel 1987 quando Baker International si è fusa con Hughes Tool, fondata dal padre dell'inventore e aviatore Howard Hughes Jr. e ha 61.000 dipendenti nel mondo. Halliburton è stata fondata nel 1919 e ha 80.000 impiegati.

 

 

 

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  • Alberto Brambilla
  • Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.