Nuove mosse dell'orso russo

Daniele Raineri

La Nato avvista corazzati, cannoni, truppe e sistemi antiaerei russi che entrano in Ucraina. I russi: “Fandonie”. Accordo Mosca-Iran per sette nuovi reattori per il nucleare civile, in teoria è buono, ma ci si può fidare?

La Nato ieri ha confermato quello che il governo ucraino e gli osservatori Osce denunciano da giorni: la Russia sta entrando in Ucraina con colonne di mezzi corazzati e truppe da combattimento senza divise riconoscibili (come gli “uomini verdi” che hanno preso la Crimea a marzo). Ieri alla fine di una conferenza a Sofia, in Bulgaria, il generale che comanda la Nato, Philip Breedlove, ha detto che “mezzi corazzati, artiglieria, sistemi di difesa aerea e truppe da combattimento russi sono stati avvistati” mentre oltrepassavano il confine. Breedlove ha anche detto che Mosca sta rafforzando le basi in Crimea e che sta spostando nella penisola alcune “forze che dispongono di armi nucleari”, ma non è chiaro per adesso se le abbiano portate con loro. Lo scopo di questo affondo militare russo non è certo, dice il generale, ma la prima impressione alla Nato è che la Russia voglia prepararsi a un controllo a lungo termine delle zone del sud-est ucraino dove i separatisti combattono contro il governo centrale di Kiev. Non è la prima volta che si parla di truppe russe dentro l’Ucraina, era già successo a settembre, ma poi il loro numero era sceso. I separatisti parlano con disinvoltura dei soldati russi, che però ufficialmente sono soltanto “volontari”. che si muovono per decisione propria.

 

Mosca nega. “Abbiamo insistito ripetutamente sul fatto che non c’è mai stato e non c’è alcun fatto dietro le raffiche puntuali di aria fritta che vengono da Bruxelles sulla presunta presenza di forze russe in Ucraina”, ha detto un portavoce militare russo, il generale Igor Konashenkov, alle agenzie. “Abbiamo smesso di prestare attenzione alle dichiarazioni senza fondamento del comandante Nato in Europa, il generale Breedlove, che sostiene di avere osservato convogli militari russi che invadono l’Ucraina”.

 

La Russia smentisce la Nato con la stessa perentorietà usata in altre occasioni poco chiare (il massacro chimico compiuto dall’esercito siriano a Damasco, l’abbattimento del volo Malaysian Airlines sul confine russo-ucraino) ma gli osservatori sul campo vedono uno spiegamento militare che non si può nascondere. Philip Karber, un ex consigliere americano del Pentagono che ora lavora per il governo ucraino e che è in contatto con i comandanti sul fronte, stima che almeno settemila truppe russe siano già in Ucraina, assieme a 100 carri armati, 400 mezzi blindati, 150 pezzi di artiglieria mobile e veicoli lanciarazzi. Secondo la Nato, altre otto brigate corazzate sono pronte sul confine, con centinaia di mezzi corazzati – ed è questo dato che nei giorni scorsi aveva fatto salire l’allarme. John Schindler, ex professore all’Accademia navale degli Stati Uniti, commenta: “Non tieni otto brigate accampate nelle tende sul confine, a novembre, se non stai preparando qualcosa”.

 

[**Video_box_2**]Otto mesi dopo l’occupazione della Crimea – un’operazione che è stata riconosciuta soltanto dopo – il Cremlino sta seguendo lo schema che ha dimostrato di funzionare: contesta la notizia, crea mille piccoli precedenti che spengono l’attenzione dei media, usa accorgimenti come i veicoli senza contrassegni e le divise anonime e infine compie manovre militari aggressive. Questi convogli arrivano diciassette giorni dopo le elezioni parlamentari a Kiev in cui i partiti fascisti, che sono la grande giustificazione agitata dal Cremlino, non hanno superato la soglia di sbarramento.

 

Lunedì, la Russia è intervenuta nelle trattative sul programma nucleare iraniano – che devono chiudersi entro il 24 novembre – con una iniziativa propria: un accordo con il governo di Teheran per la costruzione di otto reattori nucleari in Iran. I russi manterrebbero comunque il controllo sul combustibile nucleare, quindi in teoria  è un accordo che agevola e prepara la pace. Se ci si potesse fidare di questa Russia.

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  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)