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Bianchi cardinale, imperdonabile

Enzo Bianchi è un monaco laico, nel senso che non ha la tonsura o consacrazione, e raduna a Bose nel Canavese una comunità di grande successo, anche mondano, e, non oseremmo negarlo, ripiena dei doni di spiritualità e di cultura che molti intellettuali le invidiano.

5 Novembre 2014 alle 06:30

Bianchi cardinale, imperdonabile

Enzo Bianchi (foto LaPresse)

Enzo Bianchi è un monaco laico, nel senso che non ha la tonsura o consacrazione, e raduna a Bose nel Canavese una comunità di grande successo, anche mondano, e, non oseremmo negarlo, ripiena dei doni di spiritualità e di cultura che molti intellettuali le invidiano. Ora si dice che lo vogliano creare cardinale, prerogativa che spetta al Papa. Il lavoro della comunità e del suo priore batte sempre sullo stesso tasto: amore e misericordia fanno la differenza cristiana, e tutto va ad essi subordinato.

 

Abbeverato nei testi della spiritualità orientale, critico degli approdi occidentalisti della chiesa latina e romana, insofferente della critica al relativismo etico e ad altri relativismi, il priore would be cardinale è una specie di cardinal Martini in piccolo, fa della bibliocritica, esercitata con indubbia competenza, un’arma virale contro ogni carità veritativa e ogni compassionevole ma attento criterio di giustizia. Scrive dovunque sui giornali di tendenza episcopale o laica, da Avvenire a Repubblica alla Stampa di Torino, e moltiplica opuscoli, libri eruditi, edizioni critiche di testi importanti, incantando martinianamente un giro vasto e sofisticato di intellettuali, critici, storici e filosofi, per non dire dei teologi, tutti contraddistinti da un compassato e reverente rispetto per le esigenze del mondo filtrate alla meglio nelle parole del vangelo e nella cultura cristiana, a patto che non sussistano impropri richiami alla tradizione cattolico-romana. Ecco, il priore di Bose sarebbe un perfetto condirettore della Libreria editrice vaticana, un magnifico (forse lo è) consulente del segretariato per i non cristiani, ma cardinale di curia questo no, sarebbe imperdonabile, parlando con rispetto e pronti all’obbedienza in caso di decisione contraria a codesto avviso.

 

[**Video_box_2**]A noi laiconi laiconi, che soffriamo però di devozione, la chiesa cattolica piace perché è sovrana, indipendente dal pensiero secolare e dai suoi riflessi tra il sociologico e il filosofico e lo spirituale, che la bella e grave faccia di Enzo Bianchi rispecchia e rifrange anche in mille performance televisive. Balthasar, De Lubac, Journet, Sgreccia e molti altri sono stati cardinali – diciamo così – avventizi, ma nel ruolo. Questo sarebbe fuori ruolo.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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