Un A-18C Hornet pronto al decollo sulla portaerea USS George H.W. Bush nel Golfo Persico (foto Ap)

Seconda ondata di raid sulla Siria, ma Obama aspetta Cameron

Redazione

I bombardamenti americani e degli alleati arabi hanno esteso il raggio d'azione. Il premier inglese ha sottolineato la necessità di coalizione per distruggere lo Stato islamico.

Seconda notte di raid aerei americani sui territori siriani controllati dallo Stato Islamico. Ma se ieri le operazioni militari si erano concentrate sulla zone limitrofe alla città di Raqqa, gli aerei questa volta hanno esteso le loro operazioni anche sulle postazioni dei jihadisti nella zona a ovest di Kobani (conosciuta anche come Ayn al-Arab), una delle principali cittadine a maggioranza curde nel paese. Le operazioni militari, secondo France Presse, avrebbero provocato la morte di almeno 120 jihadisti.

 

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nella notte aerei da combattimento hanno sferrato un attacco prolungato contro postazioni dello Stato islamico a Kobani, non lontano dal confine con la Turchia. Non è chiaro chi abbia condotto i bombardamenti ma, secondo le fonti sul campo dell'Osservatorio, è difficile che si sia trattato dell'aviazione del regime di Assad. La città a maggioranza curda di Kobani è un punto strategico nel confronto tra gli islamisti e i combattenti curdi siriani e l'offensiva dello Stato islamico sferrata verso la cittadina ha costretto circa 130 mila persone alla fuga verso la Turchia. Idris Nassan, un politico del distretto di Kobani, ha riferito a Reuters che lo Stato islamico avanza pericolosamente da sud. Conquistando la cittadina, i jihadisti controllerebbero un'ulteriore punto di passaggio a nord tra Siria e Turchia. Redur Xelil, portavoce dei combattenti curdi siriani, ha riferito inoltre che "lo Stato islamico, nonostante i bombardamenti della colazione internazionale, non ha desistito dall'attacco verso la cittadina".

 

                                                                                                                       fonte New York Times

 

Intanto, mentre Obama sottolinea che quella contro lo Stato islamico non è "una battaglia che riguarda solo l'America", chiedendo quindi  un contributo ai bombardamenti anche dagli altri paesi europei, il premier inglese David Cameron, parlando alla Nbc, ha dichiarato che i jihadisti sono una minaccia concreta per la Gran Bretagna e che "dobbiamo mettere insieme questa coalizione al più presto per distruggere questa organizzazione diabolica". L'adesione di Londra alla coalizione è styata finora messa in dubbio, soprattutto a causa di una diffusa reticenza dell'opinione pubblica britannica a lasciarsi coinvolgere in una nuova campagna militare. Secondo la Bbc, il giorno della discussione parlamentare a proposito dell'invio della Raf in Siria e Iraq dovrebbe essere venerdì.