Tratto dal film "Tutti pazzi per Mary"

Poliamoristi

Annalena Benini

Un triangolo, invece di una coppia, un fidanzamento a tre, o un matrimonio che per funzionare ha bisogno di una terza persona: nel letto e al cinema, ma senza nessun segreto, senza nessun tradito. Dicono che tre sia il numero perfetto, ma i disastri succedono anche nei migliori triangoli.

Un triangolo, invece di una coppia, un fidanzamento a tre, o un matrimonio che per funzionare ha bisogno di una terza persona: nel letto e al cinema, ma senza nessun segreto, senza nessun tradito. L’Atlantic ha raccontato, attraverso studi, saggi e vere vite di veri poliamoristi soddisfatti, la possibilità che in tre si gestisca meglio la relazione di quanto si faccia in due: si supera la gelosia, si sta più allegri, perché se due adorano andare a correre la mattina all’alba, il terzo può tranquillamente continuare a dormire, se la moglie è pazza per il teatro e il marito guarda solo lo sport in tivù, è probabile che il terzo lato del triangolo andrà volentieri a teatro, senza l’iPad sulle ginocchia in platea, senza recriminazioni e musi lunghi. I poliamoristi della porta accanto sono a volte coniugi di lungo corso che a un certo punto capiscono di non potere andare avanti così, a due, senza che uno dei due fugga in Africa, o sono coppie che vogliono soddisfare molti lati della loro vita sessuale, ma con sentimento. In America dieci o dodici milioni di persone preferiscono essere in tre, si sentono più al sicuro, meno esposti al faccia a faccia quotidiano.

 

E’ un escamotage dichiarato e non travestito da amicizia, ma spesso, invece, è davvero amicizia travestita da escamotage: la passione erotica è spenta da decenni, resta la voglia di cenare insieme, di fare un viaggio in tre. In realtà è un meccanismo che mettono in pratica molto spesso anche i monogamici, quando uno dei due si trascina sempre dietro l’amico del calcetto, quando lei non muove un passo senza la sua migliore amica, e questa terza persona conosce ogni segreto, ogni rimpianto, e forse è davvero innamorata di uno dei due, o di entrambi, e quello che succede dentro e fuori questi rapporti non andrebbe svelato né classificato. Secondo gli studiosi, però, questo panciuto numero tre, molto adatto all’estate, potrebbe essere perfetto e liberare qualità che non sapevamo di avere: la capacità di resistere alla gelosia, ad esempio.

 

Se abbiamo deciso che non siamo soltanto noi due (ma i poliamoristi, sorprendentemente rigidi, non vogliono sentir parlare di coppia aperta né di scambismo), allora non ha senso, non è razionale che io sia gelosa di lei, e dei messaggi che ti scrive, e di come la guardi. Non mi stai togliendo nulla, non mi stai mentendo, non stai violando un patto, quindi non posso desiderare di piantarle un coltello nel cuore. I conflitti vengono risolti con grande ragionevolezza (in tre è più facile avere un alleato, o almeno una spalla su cui piangere) e non si deve mai litigare per chi porta fuori il cane. Ma non è tanto semplice, e succede di uscire tutti e tre a cena insieme e avere voglia di morire. Josh aveva ordinato un hamburger, e lui i pomodori  del contorno non li mangia. Sono andata in bagno, ha raccontato Kate, e quando sono tornata i pomodori li stava mangiando quella. Ma i pomodori di Josh li ho sempre mangiati io, quelli erano i miei pomodori, ha detto Kate. Basta un secondo per accorgersi che non esiste niente al riparo dalla gelosia e del disastro, e che il poliamore consapevole finisce dove cominciano i pomodori di un’altra.

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.