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Le truppe Gurkhas sanno uccidere a morsi

Rugby, cannibali e truppe d'assalto

27 Giugno 2014 alle 12:05

Le truppe Gurkhas sanno uccidere a morsi

Sfortunatamente mi sono perso tutta l’eccitazione intorno al morso di Luis Suárez. Il fatto è che preferisco seguire le partite di rugby e guardare uomini adulti che cercano di dare a vedere di non essere stati colpiti piuttosto che, come sembra nel calcio, i giocatori che trascorrono tutta la partita a fingere di aver subito fallo. Il rugby è stato introdotto nelle isole del Pacifico di Tonga e delle Fiji e ha prodotto alcuni tra i migliori giocatori del mondo. Il proposito iniziale dei missionari inglesi metodisti era di offrire agli indigeni delle alternative che non prevedessero di nutrirsi di carne umana all’usanza di divorare le tribù/squadre avversarie. L’impresa dei missionari ebbe successo nel fermare il cannibalismo.

 

Come sappiamo l’Uruguay è stato scavato tra i vicini Argentina e Brasile dal Commander in Chief dell’esercito e della marina dell’Indipendenza Giuseppe Garibaldi, i cui soldati indossavano le uniformi rosso sangue dei lavoratori del mattatoio di Montevideo. Sublime esperto di guerriglia, forse l’Eroe dei due mondi potrebbe avere addestrato le sue truppe all’uso bellicoso dei denti. Dunque Suárez potrebbe semplicemente avere ripercorso i passi del mito nazionale della liberazione uruguaiana, al cui multiculturalismo anche noi dovremmo essere culturalmente sensibili. Per una felice coincidenza uno dei miei regali di compleanno lo scorso venerdì è stato il volume “All-in Fighting” scritto dal capitano W. E. Fairbairn nel 1940. Fairbairn ha trascorso 30 anni come commissario della polizia di Shanghai con responsabilità sulla squadra antisommossa e sul distretto a luci rosse. Dal 1940 come istruttore di combattimento corpo a corpo Fairbairn, insieme al suo collega al commissariato di Shanghai Skyes, fu responsabile dell’addestramento degli “stay-behind”, i reparti per le operazioni speciali dei servizi segreti (Soe), agenti e commando addestrati per quello che Churchill definiva “stile di guerra non adatto ai gentlemen”. Purtroppo, benché “la maggioranza dei metodi descritti in ‘All-in Fighting’ sia drastica fino agli estremi”, e includa tecniche di “assassinio silenzioso”, non c’è nessuna citazione specifica dell’uso dei denti. Nonostante questo quanti vogliano giocare calcio selvaggio nella categoria “lasciate perdere la palla, l’importante è andare avanti col gioco” potrebbe avere molto da imparare da “All-in fighting” del capitano Fairbairn e dal suo “attacca per primo!”. L’atto di difendere o contrattaccare “a oltranza” si traduce in inglese con difendersi “tooth and nail”, denti, “dente e unghie”. Questo viene naturale alle più formidabili, aggressive ed energiche delle truppe, i Gurkhas. Nel loro repertorio non c’è solo tagliare la testa di un bue con un colpo solo, ma anche uccidere gli animali con i denti.

 

Richard Newbury

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