La Francia all'attacco di Amazon

Redazione

Vietato il cumulo della gratuità nelle spese di spedizione con gli sconti di oltre il 5 per cento. Il ministro Filippetti nei mesi scorsi aveva accusato più volte il colosso americano di "dumping"

Salvaguardare l'industria del libro e le librerie, quindi penalizzare Amazon. In Francia il Parlamento, dopo il voto all'unanimità del Senato ha dato il via libera alle nuove norme che vietano il cumulo della gratuità nelle spese di spedizione con gli sconti di oltre il 5 per cento sul prezzo di copertina. Le misure restrittive della cosiddetta legge anti-Amazon sono state volute dal ministro della Cultura Aurélie Filippetti che ha così commentato: "E' segno del profondo impegno dello Stato verso l'industria del libro e una testimonianza dell'idea che la Francia ha di sè stessa, della sua storia e del suo futuro".

 

La Filippetti nei mesi scorsi aveva accusato più volte il colosso americano di "dumping", ovvero una procedura di vendita di un bene o servizio su di un mercato estero ad un prezzo inferiore rispetto a quanto viene venduto il medesimo prodotto sul mercato di origine, invocando per questo un intervento legislativo che arginasse il problema e che limitasse l'azione di Amazon. Non trascurabili sono state le pressioni di alcune catene di librerie (tra cui Fnac) che sottolineavano come la vendita di libri online da parte dell'azienda americana fosse equiparabile, almeno per loro, a una forma di concorrenza sleale. La linea del ministro è stata sposata appieno dal Parlamento. "La consegna gratuita offerta dai grandi attori dell'eCommerce - ha osservato il relatore del provvedimento Bariza Khiari - ha rappresentato finora un vantaggio competitivo". Gli fa eco la parlamentare Brigitte Gonthier-Maurin (CRC), "E' necessaria una profonda riforma fiscale: i pure-player, con sede nei paradisi fiscali, non versano IVA e quasi nulla a titolo di imposta sulle società".

 

Tutti contro Amazon quindi, tutti sicuri che sia l'azienda di Seattle, il vero cancro della flessione ormai pluriennale di vendite di libri avvenuto in Francia. Questo nonostante i dati dicano altro. I rapporto del Syndicat nazionale l'editino (Sne) del 2013 dimostra che solo il 12 per cento degli acquisti di libri vengono fatti via internet e il dato rispetto al 2012 è in positivo dello 0,8 per cento. I lettori francesi comprano ancora in libreria, il 29 per cento nelle grandi catene di librerie, 22 per cento in quelle indipendenti, il 17 nella grande distribuzione. Quarto canale quindi, minaccia contenuta. Ma non per il governo francese. E soprattutto per le grandi case editrici, le più colpite dalla forza contrattuale di Amazon che impone percentuali maggiori di guadagno forte delle alte quantità di libri comprate in stock. E così nella lotta tra case editrici, governo e venditori di libri online, ci rimette il consumatore, costretto a pagare le spese di spedizione, rinunciare a sostanziosi sconti sui libri e a ricevere direttamente a casa ciò che vuole leggere. Sono il 12 per cento, pochi, ma non abbastanza per il ministro Filippetti.

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