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Ci sono l'uomo più ricco e quello più spaventoso di Russia dietro alla cacciata dello Zuckerberg russo

Pavel Durov ha 29 anni, è nato a Leningrado e quasi otto anni fa ha fondato VKontakte, un social network molto simile a Facebook (secondo gli americani un clone) che è il sito più popolare di tutta la Russia e che ha circa 100 milioni di utenti. Durov è famoso in occidente per un paragone con Mark Zuckerberg che lui stesso non si cura di soffocare, entrambi sono giovani e ricchissimi, entrambi sono eccentrici: tempo fa Zuckerberg ha giurato che per un anno avrebbe mangiato solo carne di animali uccisi con le sue mani, Durov veste quasi solo di nero, non beve e non fuma, l’anno scorso ha lanciato dalla sede della sua azienda aeroplanini fatti con banconote di grosso taglio.

22 Aprile 2014 alle 20:22

Ci sono l'uomo più ricco e quello più spaventoso di Russia dietro alla cacciata dello Zuckerberg russo

Pavel Durov ha 29 anni, è nato a Leningrado e quasi otto anni fa ha fondato VKontakte, un social network molto simile a Facebook (secondo gli americani un clone) che è il sito più popolare di tutta la Russia e che ha circa 100 milioni di utenti. Durov è famoso in occidente per un paragone con Mark Zuckerberg che lui stesso non si cura di soffocare, entrambi sono giovani e ricchissimi, entrambi sono eccentrici: tempo fa Zuckerberg ha giurato che per un anno avrebbe mangiato solo carne di animali uccisi con le sue mani, Durov veste quasi solo di nero, non beve e non fuma, l’anno scorso ha lanciato dalla sede della sua azienda aeroplanini fatti con banconote di grosso taglio; entrambi sono a capo della loro azienda fin da quando l’anno creata. Durov si è anche fatto una fama, che in molti ritengono sopravvalutata, di difensore della libertà di espressione, e per questo in pochi si sono stupiti quando ieri, dopo una battaglia di comunicati di sfida tra il ceo e la proprietà (questa è una delle differenze con Zuckerberg, che ha il controllo di Facebook, mentre la quota di maggioranza di VKontakte è dell’uomo più ricco di Russia, Alisher Usmanov, che ha le mani in Gazprom e nel comparto metallurgico), a Durov è stata notificato il suo licenziamento dall’azienda.

La crisi in Ucraina e la campagna di comunicazione sapiente messa in atto dal Cremlino per giustificare l’intervento armato in Crimea hanno ristretto molto gli spazi per l’informazione e la libertà di espressione in Russia. Il canale televisivo Tv Rain, uno dei pochi non completamente allineati, è da settimane minacciato di chiusura, mentre i media putiniani in questi mesi hanno intensificato i servizi di propaganda. Durov aveva denunciato di aver rifiutato una richiesta delle autorità russe per rivelare i dati degli account degli organizzatori di Euromaidan, uno dei canali di informazione degli organizzatori della rivoluzione ucraina di febbraio, e ieri ha scritto sul suo profilo di VKontakte che era stato fatto fuori dal social network da un gruppo di oligarchi vicini a Putin. Ora VKontakte, ha scritto Durov, sarà “sotto il completo controllo” di Usmarov, l’uomo più ricco di Russia e molto vicino al Cremlino, e di Igor Sechin, una delle eminenze grigie del putinismo, ex agente del Kgb come il presidente e nominato da Putin l’anno scorso a capo del settore energetico del paese. Sechin è soprannominato Darth Vader e “l’uomo più spaventoso di tutta la Russia”. Fu Sechin, nel 2006, a supervisionare lo smantellamento di Yukos Oil, al tempo la più grande compagnia petrolifera di tutta la Russia, dopo che Putin aveva messo in prigione il suo capo, l’oligarca Mikhail Khodorkovsky, liberato solo quest’anno. Alcuni media dicono che Sechin è nella lista dei prossimi imprenditori e potenti russi che potrebbero essere sanzionati dagli Stati Uniti se la Russia non rispetterà gli accordi presi la settimana scorsa a Ginevra sulla situazione ucraina.

Quella dell’uscita di Durov da VKontakte è una storia di poteri, di personaggi folli e di cospirazioni. Durov sostiene che ce n’è stata una contro di lui, l’anno scorso, quando fu accusato di avere investito un poliziotto con la sua automobile. Si nascose dalla polizia per qualche tempo, poi le cose si placarono, ma lui continua a sostenere di non aver mai fatto nessun incidente, tanto meno di aver investito un poliziotto e che le accuse sono uno dei modi usati dal Cremlino per eliminare i personaggi scomodi. Da tempo i media russi trattano Durov come un ragazzo eccentrico e pericoloso, il sito della rete televisiva Rt, in lingua inglese e con il suo caratteristico stile istituzionale e insinuante, è pieno di articoli che cercano di mettere Durov in cattiva luce – e lui stesso, come nel caso delle banconote lanciate dalla finestra, ha contribuito a peggiorare la situazione. A inizio mese Durov aveva rassegnato le sue dimissioni dalla posizione di ceo in segno di sfida contro i tentativi di coercizione della proprietà. Era tornato sui suoi passi poco dopo, ma ieri l’uomo più ricco e quello più spaventoso di tutta la Russia le hanno accettate. Durov ha fatto sapere di non essere più in Russia, e di non avere intenzione di tornarci.

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