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Il perché dell'involuzione del settore arbitrale

E’ già tempo di bilanci. Detto che Orsato è il migliore, bisognerebbe chiedersi la causa dell’involuzione del settore arbitrale di vertice.

20 Gennaio 2015 alle 15:36

E’ già tempo di bilanci. Detto che Orsato è il migliore, bisognerebbe chiedersi la causa dell’involuzione del settore arbitrale di vertice. La risposta è semplice: qualche anno fa, le leghe di A e B – con la benedizione del capo degli arbitri Nicchi – suddivisero i fischietti in due gruppi: uno per ogni serie. Niente più vasi comunicanti, insomma. In pratica, se un arbitro di A è fuori forma, bisogna comunque farlo scendere in campo. Motivo? La coperta è corta e non si può mandarlo a rifiatare in B, favorendo al contempo l’emergere di qualche giovanotto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: appagamento di tanti in A e rampanti frustrati in B. Di questo passo, perdurando la divisione, il futuro ci darà solo arbitri mediocri, tipo Russo o Tommasi. P.S. Entusiasta della suddivisione fu anche il santo in terra (quasi più di Bergoglio in cerata gialla) Collina, all’epoca designatore.

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