Le conseguenze del referendum sul taglio dei parlamentari

Andrea Marcenaro

Tra qualche settimana sarà, per il “Sì”, un trionfo sonante. Poi niente

Tra qualche settimana i grillini, i populisti, i nazionalisti, i qualunquisti, i fascisti, credo i piddini, i davighiani, i travaglisti, i formiglisti, gli autisti, i registi, i terapisti e gli idraulici, se ne staranno a casa oppure andranno al seggio per votare in massa “Sì” a quella porcata senza fine che è il referendum sul taglio dei parlamentari. Politica ladra. E sarà, per il “Sì”, un trionfo sonante. Poi niente. E’ che siccome non lo nomino quasi mai, pur imparando spesso dai suoi dotti sermoni, cerco ogni tanto di ricordare a me stesso come l’apripista dell’incombente porcata, vale a dire lo stimato direttore del Corriere della Sera Anticasta nell’anno di grazia 2007, potesse sembrare Grillo Beppe, comico, ma fosse invero Mieli Paolo, storico. E onore al merito. Tanto dovevo, per elementare difesa del diritto d’autore. O mettiamo la Var?

  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.