L'eleganza di Repubblica

Andrea Marcenaro

L'articolo sulla partecipazione di Matteo Renzi alle conferenze cui viene chiamato in giro per il mondo viene titolato come se l'ex premier fosse una super escort. O forse un boss del racket

M’era sfuggita l’eleganza con cui Repubblica aveva voluto presentare la notizia della partecipazione di Matteo Renzi alle conferenze cui viene chiamato in giro per il mondo. Si tratta di appuntamenti prestigiosi ai quali partecipano in tutta naturalezza i Clinton, gli Obama e i Gorbaciov, e cui parteciparono gli Helmut Schmidt e i Lech Valesa, e insomma tutti gli uomini politici considerati i più competenti o prestigiosi dal consesso internazionale. E il cui ruolo di conferenzieri, sempre iperpagato, inorgoglisce in genere i cittadini delle rispettive nazioni. Bene. Renzi è pressoché l’unico politico italiano la cui presenza viene ritenuta interessante di questi tempi. A torto o a ragione viene chiamato, infatti, e spesso va. Repubblica (per la verità in compagnia del Fatto e del Giornale) ha pensato allora di titolare in questo modo quelle presenze di Renzi e gli emolumenti che gli derivano: “Open, i pm ecco il tariffario di Renzi: 'Centomila euro per parlagli'". Come una super escort. O forse un boss del racket. Anche un altro titolo aveva ieri Repubblica. “Informazione e futuro. Verdelli e Serra: 'La grande sfida è l’autorevolezza'".

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.