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L’eleganza di Repubblica

L'articolo sulla partecipazione di Matteo Renzi alle conferenze cui viene chiamato in giro per il mondo viene titolato come se l'ex premier fosse una super escort. O forse un boss del racket

7 Dicembre 2019 alle 06:04

L’eleganza di Repubblica

Matteo Renzi (foto LaPresse)

M’era sfuggita l’eleganza con cui Repubblica aveva voluto presentare la notizia della partecipazione di Matteo Renzi alle conferenze cui viene chiamato in giro per il mondo. Si tratta di appuntamenti prestigiosi ai quali partecipano in tutta naturalezza i Clinton, gli Obama e i Gorbaciov, e cui parteciparono gli Helmut Schmidt e i Lech Valesa, e insomma tutti gli uomini politici considerati i più competenti o prestigiosi dal consesso internazionale. E il cui ruolo di conferenzieri, sempre iperpagato, inorgoglisce in genere i cittadini delle rispettive nazioni. Bene. Renzi è pressoché l’unico politico italiano la cui presenza viene ritenuta interessante di questi tempi. A torto o a ragione viene chiamato, infatti, e spesso va. Repubblica (per la verità in compagnia del Fatto e del Giornale) ha pensato allora di titolare in questo modo quelle presenze di Renzi e gli emolumenti che gli derivano: “Open, i pm ecco il tariffario di Renzi: 'Centomila euro per parlagli'". Come una super escort. O forse un boss del racket. Anche un altro titolo aveva ieri Repubblica. “Informazione e futuro. Verdelli e Serra: 'La grande sfida è l’autorevolezza'".

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  • Abele

    Abele

    09 Dicembre 2019 - 09:07

    La frecciatina contro Renzi non manca mai da parte di Repubblica! Ma tanto, spero che Renzi, al di là delle sue passate velleità di cambiare (?) il Paese adesso pensi soprattutto a se stesso e quindi a far soldi alla faccia di chi lo critica per invidia!

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  • move49

    08 Dicembre 2019 - 19:06

    Se colpisci uno che vale molto di più di te scali il suo valore mettendoti alla pari, sei un lilliput che cerca di fermare un Gulliver. Peccato che Fortune già nel 2014 considerava Renzi il quarto personaggio più influente al mondo tra i quarantenni e da allora il rispetto e la considerazione internazionale non è mai diminuita.

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  • odradek

    odradek

    07 Dicembre 2019 - 23:05

    E' un po' che non lo scrivevo: je t'adore, Marcenarò

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  • fabriziocelliforli

    07 Dicembre 2019 - 21:27

    Chiedo scusa in anticipo per l'estrema inadeguatezza ma, pur non essendo nemmeno la suola delle scarpe di Sciascia, quando qualcosa mi frulla di dire la dico scegliendo il luogo per me più opportuno. Non sono, ahimè, nemmeno la punta di un capello di Massimo Bordin il quale recensiva libri sempre magistralmente e sempre con riferimenti chiari ad una situazione reale. Tuttavia ho letto, sia pur sommariamente in lingua originale (14 ore per 721 pagg.) "Whatever it takes" di Andy McNab. Si parla di molte cose, all'interno di una storia verosimile; in particolare - parola-chiave per decifrare Renzi - il concetto di 'cognitive elite'. E poi : il multimultimiliardario che appartiene non già all'1% dei ricchissimi assai odiato dal protagonista. No: lo 0,01% dei ricchissimi. C'è un dialogo nelle pagine iniziali , all'interno del cap.7 (pag.49-61) che si può definire il manifesto delle forze transnazionali sovra-statali. Ok, è fiction. Un po' come..ah, ma no, no: questo è un giudizio di valore

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    • fabriziocelliforli

      09 Dicembre 2019 - 13:47

      Nel dialogo fra il protagonista e il multimiliardario, l'odio profondo del primo per il secondo è palese. Poi, però, il primo si "vende" al secondo allorquando il secondo gli offre una via d'uscita senza traccia penale ed assai assai remunerativa ma che definire mission impossible farebbe impallidire perfino Tom Cruise... ecc. ecc..

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