Buttate la chiave

Andrea Marcenaro

15/03/2019

Buttate la chiave

Una cella del carcere di San Vittore (foto LaPresse)

Il paese, già disunito su molto, è sostanzialmente unito su questo concetto

Proporrei questo: quando un uomo uccide una donna, non si fa il processo. Si condanna automaticamente al massimo della pena prevista dal reato. Vista l’odiosità del reato stesso, le circostanze aggravanti devono sempre prevalere sulle attenuanti. Le motivazioni della sentenza saranno dunque identiche per ogni caso. Fatte salve, ovviamente, le specificità di dettaglio: nomi, cognomi, luogo del delitto etc. Risultando il paese, già disunito su molto, sostanzialmente unito sul concetto di “buttare la chiave”, si ritiene opportuno buttarla, evitando di soffiare sul fuoco di un ennesimo ed eventuale, ma lacerante, contrasto di opinioni. Questo sia detto alla luce dei fatti tranquillizzanti: i progressisti sembrano pensarla come Salvini, i laziali come i romanisti, le femmine come i maschi, gli evasori come i ligi, i liberali come i no. Si butti dunque questa maledetta chiave e si consegni d’ufficio la Champions a Ronaldo. Pardon, a Davigo.