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Buttate la chiave

Il paese, già disunito su molto, è sostanzialmente unito su questo concetto

15 Marzo 2019 alle 06:00

Buttate la chiave

Una cella del carcere di San Vittore (foto LaPresse)

Proporrei questo: quando un uomo uccide una donna, non si fa il processo. Si condanna automaticamente al massimo della pena prevista dal reato. Vista l’odiosità del reato stesso, le circostanze aggravanti devono sempre prevalere sulle attenuanti. Le motivazioni della sentenza saranno dunque identiche per ogni caso. Fatte salve, ovviamente, le specificità di dettaglio: nomi, cognomi, luogo del delitto etc. Risultando il paese, già disunito su molto, sostanzialmente unito sul concetto di “buttare la chiave”, si ritiene opportuno buttarla, evitando di soffiare sul fuoco di un ennesimo ed eventuale, ma lacerante, contrasto di opinioni. Questo sia detto alla luce dei fatti tranquillizzanti: i progressisti sembrano pensarla come Salvini, i laziali come i romanisti, le femmine come i maschi, gli evasori come i ligi, i liberali come i no. Si butti dunque questa maledetta chiave e si consegni d’ufficio la Champions a Ronaldo. Pardon, a Davigo.

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Commenti all'articolo

  • Dario

    Dario

    15 Marzo 2019 - 17:05

    Caro Marcenaro, raramente concordo con lei, ma questa volta le do pienamente ragione. Secondo me questa ansia di buttare la chiave della cella degli altri è indice di coscienza molto sporca.

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