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Un giudizio sereno e pacato sul voto del M5s su Salvini

Anche espresso nel più fasullo dei contesti, anche se nascesse e morisse tra le parentesi del più demagogico tra i giochi, ogni voto ha sempre, ripeto sempre, a che vedere con la democrazia. Merita attenzione e rispetto

19 Febbraio 2019 alle 09:51

Un giudizio sereno e pacato sul voto del M5s su Salvini

La si può pensare come si vuole sulla piattaforma russò, sui casaleggi e sui cinque stelle, ma sarebbe un errore giudicare con superficialità e pregiudizio il loro voto sulla Diciotti. Anche espresso nel più fasullo dei contesti, anche se nascesse e morisse tra le parentesi del più demagogico tra i giochi, ogni voto ha sempre, ripeto sempre, a che vedere con la democrazia. Merita attenzione e rispetto. In questo senso, sarebbe opportuno mettere da un canto almeno per un momento le infinite negatività e riflettere con distacco su quello che, volere o volare, non potrà non rivelarsi il giudizio sincero di una quota di nostri concittadini a proposito di un argomento la cui importanza per la politica, poi non solo, è fuori discussione. Guardiamolo dunque in maniera libera questo voto, con la fatica necessaria e con spirito nuovo. Nel nostro piccolo, crediamo di averlo fatto e di essere giunti a formulare, a costo di un prezzo con noi stessi, un giudizio sereno e pacato: mai vista una cazzata del genere.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    19 Febbraio 2019 - 13:01

    Caro Marcenaro - È accaduto che, così per celia, così per non morir di noia, abbiamo dato massimo spazio , Dea Maxima, ad una nuova categoria: Libertà senza Responsabilità. Le cazzate, trasversali, sono il suo humus prediletto.

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  • luigi.desa

    19 Febbraio 2019 - 11:11

    Sono tramortito .Non è possibile che solo Andreas' si sia accorto della pagliacciata delle votazioni grilline.

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    • Skybolt

      19 Febbraio 2019 - 13:01

      Finchè non diverranno legge dello stato, chissenefrega, caro Desa. Qualcuno ha mai verificato e certificato la conta delle tessere nei partiti tradizionali? O la democraticità della scelta dei candidati alle elezioni dell'ultima tornata e delle prossime europee? Roba interna, possono anche decidere sulla base di chi la fa più lontano. Non piace il modo, non si vota il partito. A me sembra semplice. Dice, ma lo storytelling è diverso. Da piccolo mi hanno insegnato che una storia per essere creduta richiede un ATTO di fede, accettazione, la descriva come vuole. Niente atto, e lo storytelling finisce nello scarico.

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