Nuova gioiosa macchina da guerra

Andrea Marcenaro

È qui la resistenza?

Ottimismo, invita con ragione il Foglio, e noi non lo perderemo, l’ottimismo. Sopporteremo tutto sorridendo. Abbiamo inghiottito proprio ieri un inedito Giggino Delano Roosevelt: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”. E’ seguita la scarpina del nuovo Duchamp longobardo sovrapposta alle rampogne di Moscovici. Sopporteremo dunque a schiena dritta l’intero ambaradan. I prelievi sui conti, la lira, l’inflazione a sei cifre, la Cuccarini al posto (che vabbé) della Mogherini, l’economia di guerra, la tessera del pane, il riscaldamento con la legna sottratta nei parchi. Già si arriva a dar per scontato, ecco la suprema prova, Gianluigi Paragone presidente della Treccani. Ma a un certo punto reagiremo. Oh, caro Salvini, se reagiremo. Piano piano, un resistente dopo l’altro, in un modesto appartamentino per i più coraggiosi dell’inizio, quel contatto discreto in Vaticano, Twitter, Whatsapp e le prime due cellule combattenti che si coordinano nella penombra del Nuovo Sacher. Poi partiremo in massa, però, di questo il Truce deve star certo. Creda a noi. Domandi, se no, al comandante del CLN che sta per nascere. E’ la Rula Jebreal.

  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.