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Mi sono fatto un paio di domande sulla condanna di Travaglio

Nessuna soddisfazione nel ricorrere alla magistratura nei confronti di qualcuno che mi sta sullo stomaco

24 Ottobre 2018 alle 06:18

Mi sono fatto un paio di domande sulla condanna di Travaglio

Marco Travaglio (foto LaPresse)

Se c’è una cosa che mi fa onore è non aver mai voluto perdere tempo a chiamare alcuno dei miei amici anziani, ma che furono feroci ai loro tempi, per organizzare l’avvelenamento, o l’omicidio semplice, o peggio ancora lo squartamento di Marco Travaglio. Mai, non mi è nemmeno mai venuto in mente. Così ieri, quando ho visto che Travaglio stesso era stato condannato da un tribunale a pagare 95 mila euri per aver sputtanato uno dei mille che ha sputtanato, posso dirvi in tutta sincerità di essermi domandato, primo, se, come persona che aborre l’intervento della magistratura come risolutrice di ogni questione, avrei fatto un’eccezione per qualcuno che mi stava sullo stomaco. Mi sono risposto che non dovevo. E che non l’avrei fatta. Secondo, se avrei provato comunque, al di là della ragione, una per quanto piccola soddisfazione nel profondo del cuore per quella condanna. No, mi sono risposto per la seconda volta, non provavo alcun compiacimento. Neppure un’ombra. E non ho nulla di cui vantarmi, intendiamoci bene, sono fatto così. Dio, però, quanto mi piace sparare cazzate come queste.

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    24 Ottobre 2018 - 22:10

    castigat ridendo mores.. Sansonetti, nell'editoriale del Dubbio - per la propria estrema coerenza- "condivide" la posizione di Travaglio, pur avendone sempre criticato l'operato. Ma le parole,una volta emesse, hanno un peso, una propria vita, azione e forza intrinseca . L'uso cosciente della parola per colpire un terzo, e non per esercitare la riflessione critica della coscienza (che sarebbe il dovere dell'editorialista), ricade meccanicamente nella possibilità di sanzione, secondo la legge di azione e reazione (Legge promulgata dalla Natura, o dal Caso, non da parlamentari). Chi ha l'uso della parola ha un potere enorme, cioè di esprimere un giudizio; dello stesso potere di cui dispone la Magistratura (che emette una sentenza), dispone, disponeva e continuerà ampiamente a disporre Travaglio (e tutti gli altri). Non viene zittito, come in una dittatura; deve solo rispondere alle proprie parole. Lo faccia, dunque, prima che la vita lo imponga altrimenti.

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  • stearm

    24 Ottobre 2018 - 17:05

    Io ho convinto mio padre a non comprare più il Fatto. C'ho messo quattro anni.

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  • romamor

    24 Ottobre 2018 - 12:12

    il tenero Andrea.

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