cerca

Le ragioni della vittoria del M5s che nessuno vuole dire

Pigi Battista ha bollato le colpe degli intellettuali chic fiancheggiatori del renzismo, ha raccontato le ragioni della sconfitta del Pd. E quelle del successo elettorale di chi ha vinto?

13 Marzo 2018 alle 06:13

Le altre ragioni del 4 marzo

Foto LaPresse

Non proprio un J’accuse alla Zola, ma siamo lì. Non con una, con mille ragioni, dalle colonne del Corriere della Sera, che è poi L’Aurore de noantri, Pigi Battista ha bollato le colpe degli intellettuali chic fiancheggiatori del renzismo. La depressione luttuosa è passata, orsù, li ha mazzuolati lui, tradendo coraggiosamente il terzismo proprio quando le forze (era bastato un No) risultavano tre. Cerchino di capire il popolo, costoro. La smettano di coprirlo di improperi. Di indicarlo come alieno mentre incarnavano, loro, per chissà quale decreto, il voto razionale. Ché la pancia sono poi sempre gli altri mentre, loro stessi, sempre i cervelli misconosciuti dalla volgarità dei più. La piantino coll’indicare nei bassi istinti del popolo, nelle sue spregevoli pulsioni plebee, l’irrazionale e puerile rabbia di chi è loro alieno. Si attrezzino a capire il mondo, qui giunti, studino cose utili, mettano il naso fuori dai loro appartamenti. Non ha detto di lusso, ma si capiva abbastanza. Interrompano quindi, questi sconfitti frustrati e viziati, il costume di chi, amando, si ostina a non accettare di non esserlo. Diciamola tutta: questi popolicidi. Hanno perso: “Ci sarà pure un perché alla sconfitta, no?”, si è chiesto Pigi. E Pigi ha ragione, tu pensi. Poi rifletti, en passant, su quel vecchio avviso di garanzia per l’Amor nostro recapitato nel 1994, tramite Corriere. O alla “Casta” diventata, tramite Corriere, il libretto rosso dell’Unità d’Italia. Strana Casta, priva di giornalisti e magistrati. E ti vengono in mente intellettuali noti. Mieli. Mentana due gradini sotto ma due audience in più. E molti altri, intendiamoci bene. E la narrazione sulle tivù, durata venticinque anni. E la legge Severino retroattiva. E le Olimpiadi a Roma, che farle non si doveva, datosi che il paese nostro era il più ladro. E la Raggi, che meritava fiducia, come no. E il gruppo parlamentare emergente, quello del Vaffanculo, diretto da una società privata senza che un cacchio di giornalista italiano controllasse alcunché. Ti dici, allora: il nostro Zola ha ragione. Ma ci sarà pure un perché alla vittoria, no?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Zamax

    13 Marzo 2018 - 22:10

    Ci sono quelli che con poca eleganza ma con qualche giustificazione (ma a volte con piena giustificazione) dicono "L'avevo detto!" e infatti l'avevano detto. Poi ci sono quelli che dicono "L'avevo detto" proprio perché non lo hanno mai detto. Il Corrierone ne è pieno. Per meglio infinocchiare i lettori lo fanno con un tono motteggiante e quasi accorato da vecchi saggi.

    Report

    Rispondi

  • angelo.quaroni

    13 Marzo 2018 - 21:09

    Sempre grandissimo.

    Report

    Rispondi

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    13 Marzo 2018 - 15:03

    Ma succederà davvero che una ghigna5S sia convocata da Colle? Ah, se dietro la scrivania ci fosse Villaggio: "vieni avanti, ..grillino!!!"

    Report

    Rispondi

  • odradek

    odradek

    13 Marzo 2018 - 13:01

    Je t'adore (repetita iuvant)

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi