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Baci elettorali

Joe ruba l’idea di Tvboy, smonta la copertina e ci piazza lui stesso e Renzi nel bacio di Hayek

24 Marzo 2018 alle 06:15

Baci elettorali

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!” proclama impettito Joe Servegnini mentre osserva l’opera di Salvatore Benintende, alias Tvboy, ovvero Amor populi. E’ il murale apparso ieri tra piazza Capranica e Montecitorio, giusto quello dove lo street artist pitta Matteo Salvini e Luigi Di Maio impegnati a limonare in un tenero bacio.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!” – magari! – Virginia Raggi, il sindaco di Roma, infatti l’ha fatto subito rimuovere ed è servito a niente censurare perché l’immagine, immediatamente, ha conquistato tutti. Belli e brutti.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!” ripete Joe mentre ­– rubando l’idea – smonta la copertina di 7-tè, il settimanale del Corriere della Sera di cui è sorprendentemente direttore (con gran dolore dell’editore) e dove ancora ieri, prima di andare in stampa, campeggiava un Matteo Renzi trafitto come un San Sebastiano (e però con lo sguardo rivolto al cielo luminosissimo del riscatto futuro).

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!” urla Servegnini mentre si pronta a lanciarne un’altra, di copertina, ancora più emozionante: lui stesso e Renzi che replicano il bacio di Francesco Hayez. La copia è meglio dell’originale e l’effetto è degno della più alta scuola pittorica: Matteo indossa il cappello da goliarda con la piuma dritta mentre Joe, rinunciando al suo proverbiale impermeabile bianco, ben volentieri si lascia ritrarre con il gonnellone celeste, nel contesto medievale che si sa.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!”. Sono l’espressione della tenerezza, Matteo e Joe, nella copertina di 7-tè. Possono anche vincere e stravincere Salvini e Di Maio, il populismo può anche spadroneggiare ma l’adattamento che fa Servegnini supera di gran lunga l’intuizione dell’artista di Leonforte, oggi residente a Barcellona. Servegnini, insomma, invera le conseguenze iconiche di Tvboy e proietta se stesso verso le vette che furono di un Salvo o di un Elio Romano per diventare infine il Filippo Liardo del Nazareno bis.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!” strepita Joe. E siccome una ne fa, cento ne pensa, Servegnini prende l’altra opera di Tvboy – Giorgia Meloni che tiene in braccio un bambino nero – e appronta una seconda copertina.

 

Baci impossibili e baci possibili: “Possibilissimi!”. L’arte può immaginare situazioni irreali, suggerisce Tvboy – ovvero Salvatore Benintende – ma Joe ha un’altra idea. E infatti urla “Niente affatto”. La copia è meglio dell’originale e “tutto” – insiste Servegnini – “è reale”.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!”. Preso dal sacro fuoco, Joe abbandona i social e si butta sulle tele. E’ tale e quale il maestro Scorcelletti (vero, Irene?), e cioè il principe De Curtis in “Totò, Eva e il pennello proibito”. E’ commovente il suo calarsi nel ruolo e Servegnini, oltretutto, adotta anche l’uniforme dell’artista: col camicione da pittore in luogo dell’impermeabile, con il basco nero sulla frezza bianca, con la tavolozza in pugno – disdegnando i post-it – e con la mandibola snodabile, infine, ecco Joe in versione Scorcelletti.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!”. Ed ecco la sua opera, ecco la seconda copertina: Silvio Berlusconi, in vesti muliebri, che tiene in braccio un Luca Lotti bambino. L’interpretazione è nell’occhio di chi guarda ma il messaggio (vero, Irene?) è più che esplicito: un Nazareno, o di governo o di opposizione, s’ha da fare. E’ il NeoPop che traccia il solco ma è il cubismo che lo difende. Joe, bisogna pur riconoscerlo, non manca di coerenza.

 

Baci impossibili & baci possibili: “Possibilissimi!”. Unico giornalista italiano a non essersi presentato al casting di Rocco Casalino per il posto di addetto stampa del M5s, Servegnini non manca di rinnovare la sua fedeltà al Giglio Magico e non è certo la prossima copertina – quella del suo bacio con Matteo – neppure quella dopo, ma quella subito dopo, a proclamarlo quale sommo Scorcelletti. La copia è meglio dell’originale e nel trigesimo del 4 marzo, giorno della terribilissima tragedia elettorale, Joe dipinge sulla copertina di 7-tè il bombardamento della città riformista. Ecco, è Guernica. Ed ecco Joe: più di Tvboy, ancora meglio di Pablo Picasso.

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