Il calcio dell'asino

Dopo Volo, adesso tutti – da Baricco alla D’Urso – appena vedono Renzi si alzano e se ne vanno

2 Dicembre 2017 alle 06:26

Il calcio dell'asino

Foto LaPresse

Schiene dritte, che passione! Dopo Fabio Volo, che s’alza e se ne va, è corsa tra giornalisti e scrittori a dare il calcio dell’asino a Matteo a Renzi. Dopo il campione dei best seller che – durante la presentazione del proprio libro a casa di Oscar Farinetti – parlando di ius soli s’inalbera con Renzi e se ne va, non è che un continuo prendere cappello e andare per tutti i già fedelissimi del leader del Pd.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Certo, c’è da dire che Matteuccio si presenta a sorpresa dappertutto. E così alla presentazione dell’opera omnia di Gianni & Riotto detto Johnny, organizzata a Milano nello smagliante Garage Italia, ovvero il nuovo locale di Lapo Elkann ma Riotto lo fa mettere alla porta: “Quante volte ti ho fatto dire dai picciotti di non rompermi le scatole mentre sto lavorando?”.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Johnny è proprio una furia. Lapo, attonito, vive lo stesso imbarazzo patito da Oscar a Fontanafredda, ma Riotto non conosce ragioni. Senza neppure scrivere un tweet di scuse, prende cappello e lascia in asso tutti: “Me ne vado via da qui.”

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Ormai peggio di uno stalker, Renzi – in compagnia di Luca Lotti – decide allora di fare una sorpresa a Joe, a Milano, al brindisi natalizio di 7 (in verità, Servegnini, temendo che Urbano Cairo non gli faccia mangiare il panettone, cacciandolo prima, ne organizza di brindisi natalizi un giorno sì e l’altro pure…).

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Servegnini, vestito da Babbo Natale (vero, Irene?) raduna tutta la redazione, incolla di post-it ogni angolo di via Solferino e rinnega i suoi antichi protettori. A sua difesa chiama i tassisti della tratta Milano-Crema, e così anche le suore laiche dalla frangetta affine alla sua e proclama: no pasaran! Cairo, sempre cortese, fa comunque entrare Lotti e Renzi ma Joe, indispettito, se ne va.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Maria Etruria Boschi tenta il colpo glamour: la presentazione della nuova Repubblica. Ma Tommy-Tommy Cerino all’anagrafe Cerno è insensibile al suo fascino e sbuffa: “Uffi, mi aspettavo Lady Gaga, Elton John, Valentino, Madonna e anche Amanda Lear e invece mi arriva una sottosegretaria da Laterina”. Eugenio Scalfari che, buongustaio, non disdegna, fa accomodare la Boschi e quello, trascinandosi dietro l’ineffabile Marione Calabresi, se ne va!

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Pur trascinato, Marione, dopo un paio di giorni fa mente locale e trovare un’idea sul da farsi e così anche lui – anche quando va a portare la colomba pasquale a Giorgio Napolitano (si porta avanti sulle festività, Marione…) – scorgendo Renzi tra i corridoi dei palazzi, fosse pure a Palazzo Giustiniani, si alza e se ne va. Ma se ne va anche Mary Meli ed è così che Renzi, umiliato, capisce che il suo tempo è finito.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Matteuccio, disperato, si fa accompagnare dal premier in viale Mazzini dal circense ma pur sempre fido Mario Orfeo detto Moiro Orfei. Ed è ancora un no. Persino il direttore generale della Rai schiocca la frusta contro il leone in disarmo: “Riconosco solo l’autorità dell’unico Re della Foresta, Gianni Letta”.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Orfeo Orfei schiocca ancora un colpo di frusta, tutti i dipendenti fanno per uscire, anzi, se ne vanno via, ed ecco che dalla vetrata del palazzo Rai cala un chiaro e inequivocabile striscione: “Renzi, Gentiloni, fuori dai co...oni!”.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. Matteuccio, a questo punto, va sul sicuro: si fionda alla presentazione del libro di Alessandro Baricco ma, mal gliene incoglie, non solo si alza e se ne va lo scrittore, ma anche tutto il pubblico intervenuto. A far compagnia a Renzi, lasciato solo, resta Ernesto Carbone, il deputato calabrese aspirante Wasp. Soli come due pianisti sull’oceano ionico.

 

Schiene dritte, che passione! Non solo Fabio Volo. L’unico approdo che rimane è il Nazareno. L’antico patto con l’unico a volergli bene, Silvio Berlusconi, può dare scampo alla straziante solitudine di Matteuccio (Carbone, infatti, se la fila in Corea del nord con Antonio Razzi). Renzi parte alla volta di Cologno Monzese e chiede di entrare negli studi di Canale 5. Va da Barbara d’Urso – porta con sé “Avanti”, il suo libro – ma anche la diva, visibilmente irritata, si alza e se ne va: “Non ti conosco, non so chi sei!”.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    03 Dicembre 2017 - 09:09

    E ringrazi che non lo denuncino su Facebook per molestie.

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