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Tutti umiliati

Joe incontra Matteo davanti ai pensionati Rcs. Panico e invidia dei giornalisti renziani.

16 Luglio 2016 alle 06:18

Giornalisti renziani affranti, tutti ingelositi dal successo di Joe. “Beppe Severgnini incontra Matteo Renzi”. Così, senza vergogna, e senza neppure un avviso di esplicita satira, squilla in un titolo Il Corriere della Sera. Joe Servegnini ha dunque messo a segno un colpo formidabile, allestendo un omaggio a Matteo – un bacin bacetto pubblico, davanti al pubblico radunato nella sede di via Solferino – come non si vedeva dai tempi di Assurbanipal II.

 

Giornalisti renziani umiliati, Servegnini supera tutti. Ecco la scena: Luciano Fontana, il direttore, seduto in platea, doverosamente plaudente, quindi i pensionati Rcs convocati a fare domande da corifei, domande tutte talmente complici da imbarazzare il ministro dell’informazione di Saddam Hussein.

 

Giornalisti renziani stracciati, Servegnini se li mette in tasca. All’uscita, infatti, Matteo era molto compiaciuto: “Joe, la prossima serie dell’Erba dei vicini è tua. Ogni fienile porterà la tua frezza bianca da suora laica come vessillo, bravo! Stavolta voglio che l’Italia renziana batta tutti, anche le Antille nella produzione di rum, la Spagna per le nacchere e la Giamaica per la cannabis”.

 

Giornalisti renziani asfaltati, Servegnini sta sulla ruspa. Alle parole di Renzi, Joe ha risposto con un inchino istintivo così da sancire il patto. Renzi ha però posto un’unica condizione: “Basta con quell’impermeabile. Spaventa i bambini. E anche mio cognato Andrea Conticini per tutte le volte che passa dagli uffici dell’Unicef si prende uno stranguglione”. Joe, comprensivo, ha subito obbedito.

 

Giornalisti renziani polverizzati, Servegnini è persino più importante di MaryMely. Ingelosito, Gianni & Riotto detto Johnny studia subito la contromossa: festone al Twiga in onore di Matteo, con otto bajadere semivergini, Flavio Briatore in babbucce maculate di strane gocce, sushi di cassintegrato sardo e un’intervista in mondovisione alla Gazzetta di Detroit.

 

Giornalisti renziani incatenati, Servegnini manco li calcola ormai. Imbarazzato da tanta piaggeria, Renzi fa sapere di no, ma assicura a Johnny la direzione di Protestantesimo o, a scelta, di Cciss Viaggiare informati, ma anche del Segnale Orario felicemente strappato già dai palinsesti – dall’educato Dg Rai, l’Orto della Delizie – alle forze della reazione in agguato, pronte a prenderselo il Segnale per segnare l’ora del destino sì, ma non quella di Renzi.

 

Giornalisti renziani annichiliti, Severgnini è un vero mito. Joe è imbattibile ma neanche il mondo del giornalismo economico resta insensibile alla sua sfida. Fed Rampini organizza, da par suo, un’ecatombe di buoi e investitori minori di Wall Street in onore di Matteo. Fed Fubini, invece, prepara uno sfizio: coro degli obbligazionisti pentiti di Banca Etruria che chiede perdono a Maria Elena e formula ringraziamenti per i successi della famiglia Boschi nel prosperoso istituto di credito.

 

Giornalisti renziani attoniti, Servegnini ne fa strame. Ma è il terzo cavaliere dell’apocalisse della noia, Ferd Giugliano, a superare se stesso, omaggiando Matteo del Manuale della giovane marmotta dell’insider trading, con prefazione di George Soros e di Massimo D’Alema. Tutto il giornalismo economico, così, si mobilita per rendere gloria a Renzi e però Marione Calabresi non può restare con le mani in mano.

 

Giornalisti renziani cancellati, Servegnini domina su tutto. Calabresi non s’è ripreso ancora dall’intervista concessa da Carlo de Benedetti, il suo editore, ad Aldo Cazzullo. Il proprietario de La Repubblica, comunicando la propria decisione di votare No al referendum, ha dato il benservito a Renzi e Marione, allora, si sente come l’asino tra i suoni, anzi, come il ciuchino di Buridano indeciso tra un secchio d’acqua e uno di paglia.

 

Giornalisti renziani disarmati e La Repubblica, poi, uno come Servegnini non ce l’ha. Per non sbagliare allora, Marione Calabresi lancia se stesso come surrogato di Joe e prenota tutte le piazze de “la Repubblica delle idee” per gli incontri con Matteo. A Servegnini, però, non la si fa e perciò, sorpresa: Renzi dà buca a Marione e manda in sua sostituzione Dario Nardella, il sindaco di Firenze, che a Calabresi impone un format a suo tempo collaudato dal grande Domenico Modugno: il Maestro di violino (col direttore di Repubblica, va da sé, nella parte della discepola).

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